Gli anziani stanno aumentando sempre di più, si stima che nel Veneto dal 2002 al 2017 sono diventati il 22% della popolazione, numeri simili si trovano anche a Venezia.

IRE: Istituto di Ricovero e di Educazione Venezia

Sono 2.000 circa le persone di cui si occupa l’IRE: Istituto di Ricovero e di Educazione Venezia, attraverso servizi alla persona, in particolare agli anziani. Sono circa un migliaio invece gli operatori che si occupano degli anziani.

Luigi Polesel, Presidente di IRE Venezia, ci informa di come la Fondazione si nata come conseguenze del dafault del comune del 2014. I servizi erano difficili da gestire e vi era la necessità di assicurare i posti di lavoro a circa 220 lavoratori. Un modo anche per garantire i servizi ai cittadini.

Un problema che però persiste è la carenza di soldi che deve confrontarsi invece con la crescita esponenziale del numero di anziani.

La posizione del sindacato

Italia Scattolin, Segretaria Cgil, funzione pubblica Venezia, si sofferma invece sulle possibili soluzioni del problema.

A suo parere questo settore dopo a quello turistico potrebbe essere quello che potrebbe maggiormente portare allo sviluppo economico della città di Venezia.

Secondo i dati, infatti, la crescita elevata degli anziani nel territorio, porta a cambiamenti sociali e dei bisogni della popolazione. L’assistenza ai pensionati e alle fasce più deboli della società, e quindi il benessere (welfare) diventa un industria che pesa positivamente sul PIL dello stato.

La proposta alla Regione

Il sindacato chiede alla Regione, una riforma delle IPAB, Istituto pubblico assistenza e beneficenza, evoluzione delle vecchie congregazioni della carità. Una riforma necessaria in quanto ancora sottoposte a leggi della fine del ‘800.

Servizi che poiché fondamentali nel sistema socio-sanitario, hanno bisogno di un rinnovamento. La richiesta della Cgil ma anche della fondazione IRE è quello di unificare i due istituti, Scuola dei Battuti di Mestre e l’IRE, in modo da portare benefici economici, un’unica amministrazione e gestione dei servizi.

Polesel afferma infatti che per garantire la sopravvivenza dei posti di lavoro e anche della struttura e dei servizi ai cittadini è necessario diminuire i costi, senza toccare i servizi, e per farlo bisogna diminuire i costi amministrativi, possibile proprio con l’unione dei due istituti.

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