Paolo, la vittima del pestaggio di Jesolo, racconta ai nostri microfoni che tutto è iniziato perché i ragazzi si erano posizionati vicino alla torretta di salvataggio. Dopo l’ennesima richiesta di spostarsi, uno di questi ha colpito il bagnino al volto. La situazione è degenerata. GUARDA IL SERVIZIO (LINK)

Baby gang a Jesolo

I giovani sono tornati poi intorno alle 14.30 e si sono scatenati su Paolo, buttandolo a terra e malmenandolo in gruppo. Secondo il bagnino, la volontà di vendetta e di passare alle mani era premeditato.

Procederà per vie legali, come gli è stato consigliato, non tanto per un ritorno personale, ma per far capire a questi ragazzi che tale comportamento non solo è inammissibile ma avrebbe potuto anche avere risvolti più gravi.

Il soccorso

Mattia, il bagnino che ha prestato soccorso a Paolo, ripercorre i fatti accaduti sottolineando l’evidente desiderio dei ragazzi di fare rissa. Amareggiato da questo atteggiamento, commenta la situazione ricordando che probabilmente questa si è creata principalmente perché in branco, fossero stati in solitaria non avrebbero avuto ne il coraggio ne la forza di comportarsi in questo modo.

Termina la sua testimonianza raccontando che dopo lo scontro alcuni dei ragazzi hanno vantato sui social l’azione brava, non pensando che la voce nel web corre velocemente. Questo infatti ha reso molto più rapido il processo di identificazione della maggior parte dei coinvolti.

I bagnini: “potrebbe ripetersi”

Dopo la notizia circolata nei giorni scorsi del pestaggio di due bagnini da parte di una baby gang, abbiamo intervistato altri bagnini nella zona GUARDA IL VIDEO. I bagnini ritengono sempre più difficile far rispettare le regole ai giovani.

2 Commenti

  1. Figli di… madri e padri : cioè FECCIA come i loro maledetti genitori pronti a giustificare i comportamenti criminali dei loro adorati pargoli. Questa è gente da eliminare fisicamente prima
    che possano combinare violenze ancora maggiori in futuro a danno della comunità.

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