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Industria musicale: cambiamenti positivi in società

L'attivismo di Millennials e Gen Z ha contribuito a sviluppare una serie di iniziative per aumentare l'attenzione sulle questioni climatiche e affrontare l'impatto ambientale degli eventi e dei prodotti musicali

Un’economia dei tour globali con un’impronta di carbonio molto alta. La produzione e il trasporto del prodotto fisico con utilizzo, e successiva dispersione di plastica. Poi la distribuzione digitale del prodotto musicale con molta necessità di energia.

L’industria musicale continua a inquinare, ma crescono le iniziative sostenibili per la società

E’ noto che l’industria della musica deve fare i conti con tutti questi fattori, che danneggiano l’ecosistema e la società. Nonostante molti artisti siano tornati in tour, per la prima volta dopo due anni di assenza dalle scene. Con effetti positivi sul turismo e l’economia locale, il settore è ancora al centro del dibattito. Considerato molto inquinante e impattante sull’ambiente.

I cambiamenti positivi

C’è però dell’ottimismo: se la musica può educare, può avere anche il potere di apportare cambiamenti positivi nella società. Il grande attivismo che c’è stato, negli ultimi anni da parte del pubblico giovane, attento a queste tematiche è servito a creare una maggiore consapevolezza. E a sviluppare una serie di iniziative volte ad aumentare l’attenzione sulle questioni climatiche, e affrontare l’impatto ambientale degli eventi e dei prodotti musicali.

L’Associazione dei Produttori Musicali Indipendenti PMI, con la collaborazione di IMPALA e Rockol, ha realizzato il Manifesto della Musica Sostenibile. Un programma di dieci obiettivi, una sorta di check up per gli operatori dell’industria musicale. E gli artisti associati a PMI per vedere il loro stato di salute dal punto di vista della sostenibilità sulla società.

Francesca Trainini, chair di Impala e vicepresidente di PMI

“C’è il nostro impegno nel portare all’attenzione delle imprese questo tema, con delle iniziative come webinar e carbon calculator. Per sollecitare anche le istituzioni a dare un aiuto all’industria discografica a intraprendere iniziative che riducano l’impatto ambientale dell’intera filiera. Che utilizzino la musica come veicolo per sostenere politiche e comportamenti ambientali più corretti. Scommetto che gli artisti e le imprese che dimostreranno un’attenzione verso la sostenibilità saranno premiati”.

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