Omicidio colposo. È l’ipotesi di reato con la quale la Procura di Venezia sta indagando il padre di Cecilia Piva, la 12enne morta cadendo dal barchino.

Omicidio colposo

Si tratta di un atto dovuto per consentire le indagini. Roberto Piva è straziato.
I primi soccorritori che sono giunti sul posto al largo di sant’Erasmo a dieci minuti dell’accaduto hanno raccontato di aver trovato al momento del loro arrivo il padre che urlava disperato, mente cercava di fermare il sangue della ragazzina, a cui l’elica aveva tagliato il braccio, e che praticava il massaggio cardiaco e la respirazione a bocca a bocca.

Le testimonianze

Per la procura saranno determinanti le testimonianze, ma anche gli accertamenti tecnici per ricostruire la velocità del natante e i motivi per cui la barca è finita contro la bricola. La capitaneria sta cercando il lancione che avrebbe prodotto l’onda anomala denunciata da Piva.

Importante sarà chiarire anche la posizione in cui si trovava Cecilia al momento dell’impatto, se seduta in un posto sicuro dentro l’imbarcazione oppure no.
Il padre aveva il braccialetto al polso che spegne il motore una volta allontanato dal posto di comando.

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