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Ancora imprenditori veneti vessati da usurai

Ancora ricatti ed estorsioni contro imprenditori in difficoltà economica. La procura distrettuale antimafia lamenta scarsa collaborazione tra le vittime

Ancora un arresto e quatto iscrizioni nel registro degli indagati tra cui un notaio padovano, per usura ed estorsione ai danni di imprenditori Veneti.

Imprenditori veneti

Undici imprenditori le vittime. Nelle prime ore di stamane i carabinieri di Padova e la guardia di finanza di venezia sono entrati in azione su ordine della procura Distrettuale antimafia di Venezia per stroncare una nuova ondata di ricatti e soprusi nei confronti delle imprese venete a corto di liquidi.

La persona arrestata, era ai domiciliari perché coinvolta nell’inchiesta camaleonte scattata il 12 marzo operazione legata alla cosca dell’n’drangheta di Grande Aracri di Cutro, e avrebbe fatto recuperi forzosi di credito agendo con violenza, minaccia e intimidazione nel corso della scorsa operazione.

Il notaio, accusato di concorso in estorsione, avrebbe contribuito con un’attività di supporto nella gestione di una sorta di finta compravendita; avrebbe dato inoltre supporto tecnico e fattuale dell’attività degli indagati.

Ordinanze cautelari

Nel marzo scorso erano scattate 33 ordinanze cautelari con cui era stata smantellata un’organizzazione accusata di agire secondo il moduli operandi della criminalità organizzata.

«C’erano già stati degli arresti, e c’era una posizione che non era totalmente significativa in termini di pericolosità. Per cui era stato messo ai domiciliari. L’indagine è però proseguita» Ha detto il procuratore antimafia di Venezia, Bruno Cherchi.

L’inchiesta

Secondo quanto è emerso dall’inchiesta, ci sarebbe stata una scarsa collaborazione degli imprenditori e, per questo, alcuni di loro sono stati anche oggetto di perquisizioni, per acquisire materiale probatorio che non era stato fornito quando erano stati sentiti, da parte degli investigatori che hanno operato tra le province di Venezia, Treviso, Vicenza, Padova e Rovigo.

Per Cherchi «il mondo imprenditoriale deve fare una riflessione e stimolare gli imprenditori ad avere fiducia nell’attività delle forze di polizia»

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