Ilan Brauner: i 500 anni del Ghetto Ebraico fra storia, memoria e attualità.

I 500 anni del Ghetto di Venezia vengono ricordati da Ilan Brauner, presidente dell’associazione Italia-Israele della Marca Trevigiana. L’atto della Serenessima di trasferire gli ebrei nel ghetto fu un atto coatto. I circa 400 ebrei di allora, maggiormente di nazionalità tedesca, erano residenti in diverse località del Veneziano,molti alla Giudecca. Dovettero lasciare le loro case e le loro vite per il Ghetto. Le lamentele che giungevano da esponenti della Chiesa, i primi a fomentare la discriminazione, furono decisive per il provvedimento della Commissione dei Dieci e del Granconsiglio: si considerava offensivo per la religione cristiana che comunità ebree, o singole famiglie, vivessero in prossimità delle chiese, continuando a condurre lo stile di vita e i rituali della loro credenza religiosa. Insomma, era ritenuto offensivo nei confronti dei cristiani l’essere e il vivere nell’identità della propria tradizione storico-culturale e religiosa.
Inizialmente di Ghetti ce ne erano due, ma entrambi avevano la stessa fondamentale caratteristica: quella di essere delle zone circoscritte da mura o da canali, e quindi facilmente escludibili dal resto della vita veneziana e controllabili. Possedute da famiglie veneziane, per essere abitate queste aree richiedevano il pagamento di affitti piuttosto alti, tra i 10 e i 20 mila ducati all’anno. Ma non era questa la più grossa spina nel fianco sul versante economico: per poter rimanere nel Ghetto, gli ebrei dovevano pagare la condotta. La scadenza della condotta significava l’immediata espulsione e per rinnovarla, si è arrivato a pagare anche circa 150, 200 mila ducati all’anno, un prezzo che ha prodotto un grande aumento di debiti verso la Serenissima.
Fu nel 1797 che infine il cancello del Ghetto venne sradicato, fatto a pezzi e bruciato in Piazza S. Marco, proprio lì dove ebrei erano stati bruciati dopo sommari processi per conto dell’Inquisizione, attiva anche a Venezia seppure tenuta abbastanza sotto controllo dalla Serenissima.
Dal passato alla storia attuale, Ilan Brauner parla anche della situazione in Israele: la paura e il bisogno di sicurezza è trasversale a tutta la società, e i cittadini sono stanchi di dover uscire di casa armati per proteggersi.

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