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Grandi yacht: nuovo obiettivo del porto di Venezia

La Marittima è semivuota e e gli attracchi a Marghera, Fusina e Chioggia non sono poi così attrattivi. Non si può dire che a Venezia si manchi di realismo e ora gli operatori turistici in sintonia con il comune, puntano alla nautica del lusso

Venezia vira verso le piccole navi da crociera di lusso e, soprattutto, verso i grandi yacht. La chiusura del Canale della Giudecca alle grandi navi, ha posto gli operatori turistici di fronte ad un bivio. E la fragilità di una città che non si può più permettere milioni di visitatori ha indicato la nuova strada.

Simone Venturini, Assessore al turismo Comune di Venezia

“E’ un turismo compatibile con la città perchè ovviamente è un turismo di alto livello: di qualità, di persone che ricercano artigianato di alto livello, il mangiar bene, la venezianità anche nella sua parte più artigianale e, dall’altra parte, è compatibile con il racconto che stiamo facendo di Venezia. Città sicuramente sostenibile, ma anche legata molto alla nautica. In particolare, con il Salone Nautico abbiamo riaffermato il rapporto di Venezia con il mare. Che si sviluppa non solo attraverso la settimana dedicata alla nautica, ma tutto l’anno rafforzando le marine, le darsene e l’attrattività di yacht di lusso”.

Si riparte però da una posizione poco rassicurante: soltanto nel 2019 Venezia era il secondo porto dopo Civitavecchia, in Italia, nel settore crocieristico. Nel 2021, con lo spostamento dell’attracco a porto Marghera e la deviazione delle navi dal Canale della Giudecca a quello dei Petroli, è precipitata al sedicesimo. Ora, nel 2022, non entra nemmeno tra i primi 50 porti europei.

I numeri parlano chiaro: nel 2019 ci sono state 496 toccate e i passeggeri giunti e ripartiti da Venezia sono stati 1 milione e 600mila. Due anni dopo, a Marghera e a Fusina ne sono giunte circa 230. Quest’anno si è aggiunto anche l’approdo di Chioggia, ma si tratta di un altro porto ed il colpo d’occhio seppur suggestivo, non è lo stesso.

Le compagnie stanno guardando altrove almeno per il momento. La rinuncia ad offrire ai passeggeri la visione del bacino di San Marco, infatti, non è stata indolore al punto che si ritiene aumenterà l’arrivo di navi più piccole e meno inquinanti. Anche se più di nicchia perchè più costose, pur di non perdere l’attrazione. Gli stessi veneziani stanno puntando a migliorare i servizi per accogliere le piccole navi di lusso.

Ma è sui grandi yacht che ora Venezia si vuole giocare la partita perchè portano il turismo perfetto per la città, anche perchè c’è una marittima quasi completamente in disuso. Proprio una decina di giorni fa l’ammiraglio Piero Pellizzari ha proposto, in un’audizione in commissione ambiente alla Camera, la riconversione della marittima per gli yacht.

Simone Venturini, necessità di servizi per i grandi yacht

“Come Comune siamo molto impegnati per sviluppare e far crescere la filiera della nautica di lusso. In particolare, l’ormeggio e la permanenza di yacht di alto livello in città, in Riva dei Sette Martiri, in Punta della Dogana, ma anche potenzialmente in San Basilio in Marittima. Perchè sono un settore turistico molto interessante, porta molto valore aggiunto, fa lavorare moltissimo la filiera turistica e garantisce la presenza in città di molte persone con particolare potere di spesa”.

Per offrire punti di ormeggio si stanno attrezzando anche nell’isola della Certosa e nella marina Sant’Elena. Ma l’accoglienza non basta: servono cantieri per il rimessaggio, ossia il controllo dei motori e dello scafo e per il refitting ossia le riparazioni e i rinnovi. Senza servizi simili nessun multimilionario affiderà la sua imbarcazione al porto di Venezia.

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