Articoli di Cultura e Spettacolo

La Gnaga: la maschera della gatta per gli uomini

Il travestimento simbolo dell'inversione dei ruoli del Carnevale di Venezia

In preparazione al Carnevale di Venezia 2021 (leggi i dettagli), analizziamo la storia di una delle maschere più rappresentative della festa veneziana: la gnaga. Si tratta di una delle mascheri più celebri e popolari, simbolo dell’inversione dei ruoli del Carnevale veneziano.

L’origine della maschera

La maschera della gnaga costituiva l’alter ego della maschera della moretta, tipico travestimento delle donne veneziane. L’origine della maschera non è chiara ma rispetto alla sua controparte di origini francesi, la sua nascita sembrerebbe affondare le sue radici proprio nella città di Venezia. Nonostante l’origine incerta, il successo del travestimento fu immediato ed è ancora oggi è una delle maschere più usate nel carnevale. E’ comune intravedere delle “faccia da gatta” tra le calli veneziane durante la festa del carnevale.

Il termine gnaga dovrebbe indicare nel dialetto veneziano la gatta. Non a caso la maschera presenta caratteristici lineamenti felini.

La maschera

Nella tradizione la gnaga era un travestimento usato dagli uomini per impersonare figure femminili. Si trattava di un costume estremamente facile da realizzare. I vestiti scelti per il costume erano comuni indumenti femminili, altre volte si ricorreva invece a vestiti più sgargianti da cortigiana.

Il travestimento si completava poi con una maschera con le sembianza da gatta, che veniva solitamente usata insieme ad una cuffietta bianca. Un ulteriore accessorio era una cesta da braccio, dove comunemente era messo un gattino.

Cosa distingueva il costume da altre maschere era però l’atteggiamento di chi lo indossava. Il personaggio si doveva atteggiare da donna del popolo: doveva parlare emettendo suoni striduli e miagolii beffardi. Nei modi di dire veneziani non a caso, per indicare qualcuno con una voce acuta e alta, si usava il detto: “ti ga na vose da gnaga” (hai una voce da gatta).

Spesso le maschere delle gnage interpretavano il ruolo delle balie. Era infatti comune vedere questa maschera accompagnata a volte da bambini o altre volte da altri uomini vestiti come giovani fanciulli.

La maschera dell’inversione dei ruoli

Veniva usata principalmente per divertirsi: l’uomo che l’ha indossava doveva infatti interpretare una versione quasi macchiettistica di una donna appartenente al ceto popolare, estremizzando i suoi comportamenti e la sua voce.

Da questo punto di vista costituiva l’epitome del carnevale, la completa inversione della realtà esistente: gli uomini diventavano donne.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Back to top button