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Giovanni Miani: l’Indiana Jones della Serenissima

Parliamo delle perle con cui i veneziani hanno conquistato il mondo e in particolare l'Africa e all'uomo che ha lasciato un diario che le riguarda. Domani al museo di Storia Naturale di Venezia Adriano Favaro e Sandra Gastaldo hanno dedicato uno degli incontri del ciclo di conferenze che stanno curando, dedicato alla storia delle perle

In occasione dei 150 anni dalla morte di Giovanni Miani, il giornalista Adriano Favaro racconta la figura di questo affascinante esploratore veneziano. Ricorda, inoltre, l’incontro programmato per martedì 10 maggio alle 17.30 al Museo di Storia Naturale per scoprire “l’Indiana Jones” della Serenissima.

Adriano Favaro, Giornalista

“C’è una storia che non molti conoscono: quella di Giovanni Miani. Questo signore è un esploratore. E in suo omaggio per i 150 anni dalla sua morte, si sta facendo un viaggio alla scoperta di questa figura.

Lo sta facendo il Museo di Storia Naturale. Quest’ultimo sta organizzando per martedì 10 maggio alle 17.30 una conferenza sulle perle che hanno comprato il mondo. Giovanni Miani, infatti, nel corso delle sue esplorazioni è arrivato per primo più vicino alle sorgenti del Nilo. E’ giunto a 60 km da queste, ma poi ha dovuto cambiare rotta. Purtroppo, alle sorgenti del Nilo, nel corso della vita Giovanni Miani non ci arriverà mai, perchè una malattia lo uccise in Africa.

Il commercio di perle veneziane

Giovanni Miani fu un esploratore, ma pochissimi lo conoscono. Anche se la sua collezione di oggetti, che è conservata al Museo di Storia Naturale di Venezia, è tra le più importanti in Europa. In modo particolare, Giovanni Miani lascia anche un diario. E’ un diario strepitoso, nel quale racconta tutte le sue giornate passate in Africa, e nel quale molte volte lui narra delle perle, quelle che lui chiama “contarie”. Le contarie sono le perle fatte a Venezia, e che fin già dal Cinquecento avevano conquistato l’Africa a metà, tanto che a metà dell’Ottocento l’Africa è ricoperta di perle.

Cosa ne facevano di queste perle gli indigeni? Le giovani vergini le usavano con una cannuccia infilata nel labbro, e poi mettevano delle piccole contarie. Se uno di una qualche tribù uccideva un avversario, doveva rendere omaggio nel seppellirlo, e per questo mettere in un filo alcune perle proprio a memoria di questo. Per questo, Giovanni Miani voleva fare un commercio di queste perle.

Giovanni Sarpellon, che è stato docente all’Università di Venezia, racconterà la storia di queste contarie e di queste perle. Contemporaneamente, si cercherà di conoscere qualcosa in più su un personaggio che andrebbe celebrato. In un altro Paese sarebbe diventato lui “Indiana Jones”, perchè fa di tutto. Finisce a fare il musicologo, scrive degli inni, fa il cantante in Africa, fa il direttore dello zoo a Khartoum. Insomma, è un personaggio da scoprire,” commenta Adriano Favaro.

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