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Giovane Sinti vittima di violenza si ribella: in carcere i predoni

È stata la nuora dei due capi banda, poco più che ventenne, a denunciare le violenze e ricostruire le attività criminali di una famiglia Sinti di Cavarzere e di un ricettatore marocchino. Stamane il blitz che ha portato a 8 arresti

Blitz stamane contro i predoni del terzo millennio dei carabinieri del comando di Venezia, nel veneziano e nel veronese, con un centinaio di militari. In manette una banda di malviventi di etnia Sinti. Nel mirino degli investigatori sono finite 8 persone: sei sono state mandate in carcere e due agli arresti domiciliari per furto, ricettazione, uso illecito di carte di pagamento. Il gruppo è accusato anche di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali.

L’indagine

L’indagine è iniziata nel settembre del 2018 a Cavarzere e Verona quando è stata individuato, in una comunità Sinti, un gruppo di persone che organizzava furti nelle abitazioni e nelle auto in sosta nei park dei supermercati e dei cimiteri. Un centinaio i colpi attribuiti al gruppo e secondo i militari, messi a segno in numerose province nel Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna e mezzo milione di euro l’ammontare del bottino calcolato.

Il ricettatore, secondo gli inquirenti, era un cittadino marocchino residente a Noventa Padovana che inviava la merce rubata al suo paese di provenienza. Al gruppo, accusato di associazione a delinquere, è anche contestato il prelievo di oltre 50 mila euro da carte di pagamento rubate.

La banda Sinti

La banda aveva anche in uso una pistola semiautomatica con pallottole. A mettere sulle tracce dei malviventi i carabinieri è stata la convivente di uno degli arrestati che ha denunciato lui e i suoi suoceri di violenze continue anche durante il suo stato di gravidanza. Ora la donna si trova in un centro anti violenza.

Le perquisizioni

Stamane sono scattate anche 15 perquisizioni domiciliari a carico anche di 4 minorenni tutti italiani il cui esito potrebbe aiutare ad approfondire l’inchiesta.

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