Faccia a Faccia

Il Giorno del Ricordo nelle parole di Italia Giacca

Il 10 febbraio si celebra il Giorno del Ricordo, in memoria delle tragiche vicende delle Foibe e dell’esodo istriano. La testimonianza di Italia Giacca.

Nascondere la storia

Per interessi di politica internazionale, molti avvenimenti di quel periodo sono stati nascosti per anni, e in qualche caso addirittura negati.

Necessità di ritrovarsi

Il Giorno del Ricordo è un’occasione per parlare dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, sorta dopo l’esodo del 48, per venire incontro al bisogno di ritrovarsi degli esodati. Un bisogno autentico, anche considerati gli scarsi mezzi di comunicazione di quel momento.

Un compito importante

L’esodo ha disperso le amicizie, le famiglie, quindi Inizialmente l’associazione si occupava di dare assistenza alle persone esuli. Oggi come oggi, dopo 70 anni, l’associazione deve svolgere un compito diverso ma altrettanto importante, quello di diffondere la conoscenza dei fatti realmente accaduti.

Contro il negazionismo

La legge 92/2004 con questa data sancisce la ricorrenza nero su bianco. Per gli esuli è il riconoscimento per le terribili sofferenze passate: le foibe, l’esodo e i 60 anni di silenzio. Oggi come oggi alcuni negazionisti e giustificazionisti vorrebbero ancora celare i fatti coprendoli con scuse e menzogne.

Una triste storia italiana

Quel periodo buio della storia italiana, non riguarda solo gli esuli giuliani dalmati. l’Istria era infatti “Regio X Venetia et Histria”, una regione italiana, che è stata ceduta  ed è diventata parte di un altro Stato, la Jugoslavia.

Identità nazionale

Quando quella terra è stata sottratta, il popolo giuliano è dovuto scappare rifugiandosi nei nuovi confini italiani, la “nostra patria” come dice la presidente Giacca. Nelle sue parole la necessità di rivendicare l’identità nazionale di una parte del popolo italiano costretto ad abbandonare le proprie terre.

Ricordi di un esodo

La presidente racconta di quando, ad appena 6 anni  “a mano di mamma”  ha lasciato il suo paesino, Stridone, paese natale di San Girolamo. Dalla cittadina, elevata su un cucuzzolo, ha iniziato un cammino a piedi fino a Trieste con la famiglia. Ad ogni passo ha visto le case e i luoghi a lei cari farsi sempre più piccoli, fino a scomparire nel mare dei ricordi. Era il 28 Giugno 1948.

Lasciare tutto per una nuova vita

I genitori hanno ceduto i loro beni materiali, compresi terreni e possedimenti, per ricostruire una nuova vita a Trieste. L’hanno fatto per valori come libertà, democrazia e pace. Una scelta sofferta, ma mossa da ideali altissimi.

Foiba Rossa, la storia di Norma Cossetto

Regalare un libro è il miglior modo per diffondere cultura. Quest’anno la Regione Veneto distribuirà gratuitamente presso le scuole il libro Foiba Rossa, insieme ad un altro opuscolo di carattere storico. Il libro parla di Norma Cossetto, ragazza di 20 anni sequestrata dai partigiani di Tito i quali, dopo le violenze, la gettarono in una foiba. Norma è il simbolo degli esuli istriani e dei martiri delle foibe.

Le foibe e la terra rossa

L’Istria rossa deriva dalla bauxite, una roccia sedimentaria presente nel terreno, che ne conferisce la colorazione rossastra. Le foibe invece sono una caratteristica naturale del terreno carsico, e venivano usate prettamente come discarica; sul Carso triestino se ne contano più di 1000. Durante il regime di Tito, queste fosse sono diventate la tomba di decine di migliaia di persone, colpevoli soltanto di essere italiane.

Don Francesco Bonifacio

Altro simbolo del massacro delle foibe è il sacerdote, beato Francesco Bonifacio. Il fratello del sacerdote, Giovanni, disse:” Mio fratello era solo un prete, parlava ai giovani del Vangelo, per questo è stato ucciso e, probabilmente, infoibato”.

Red Land, Terra Rossa

Dopo il libro c’è il film del regista Maximiliano Hernando Bruno, Red Land, fortemente sostenuto dall’Associazione. “Non è un documentario – sottolinea Italia – ma un film storicamente corretto, non è una fiction ma è vita vissuta, e rende bene quello che è stato quel periodo in Istria. Dalla convivenza civile con altre etnie, all’orrore del totalitarismo.” Franco Nero, che nel film interpreta un professore, guarda fisso negli occhi un titino che lo tallona, e dice:”se Satana crede di poter peggiorare l’uomo, è proprio ingenuo”. L’attrice Selene Gandini interpreta una giovane Norma Cossetto, e a tal proposito ha dichiarato:” Sono felice e orgogliosa di averle ridato vita sul grande schermo, in qualche modo mi sembra di averle restituito giustizia”.

Messaggio per i giovani

Italia ci ricorda come i totalitarismi siano pericolosi, ricordando ai più giovani di non fermarsi in superficie, ma di cercare la verità tra le pagine della storia. Il 10 febbraio è un giorno per ricordare, affinché la storia non si ripeta.

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