La Voce della Città Metropolitana

Giornata mondiale della vista: volontari in piazza a informare

Romeo Altafini, Direttore UOC oculistica di Dolo: "In occasione della Giornata mondiale della vista ricordiamo l'importanza dalla prevenzione".

Siamo in collegamento con Romeo Altafini, Direttore UOC oculistica di Dolo. Oggi, 14 ottobre, è con noi in occasione della Giornata mondiale della vista.

In occasione della Giornata mondiale della vista, ci sono volontari nelle città di tutta Italia che informano i cittadini sull’importanza dei controlli oculistici, anche nel momento in cui non si hanno sintomi.

“Il 14 ottobre è la Giornata mondiale della vista. Si tratta di una giornata importante, in cui cerchiamo di sensibilizzare la popolazione sull’utilità di fare un controllo oculistico. È importante sia per scovare delle patologie subdole, altrimenti non identificabili, sia per monitorare le patologie più gravi che rischiano di comportare alterazioni visive di una certa entità, quali la maculopatia senile e la patologia diabetica, che insieme al glaucoma rappresentano una buona parte delle cause di cecità.”

Focalizziamoci per un momento sul diabete: che cosa consiglia a chi ne soffre o è a rischio?

“Negli anni è stata portata avanti una massiccia sensibilizzazione sul tema e oggi è una malattia più conosciuta, maggiormente curabile grazie all’opera di prevenzione. Con i colleghi dei centri diabetici c’è una proficua collaborazione: riusciamo a controllare tutti i pazienti e individuare in anticipo quelli che rischiano ripercussioni più gravi.

Una delle cause principali di cecità è la retinopatia diabetica non correttamente trattata. Fortunatamente oggi ne vediamo di meno rispetto al passato, grazie alla prevenzione e al miglioramento delle strategie terapeutiche. Ciò implica una migliore qualità della vita per il paziente.”

È vero che alcuni limiti sono stati rivisti, e per essere considerati diabetici basta una soglia di valori più bassa rispetto al passato?

“Valori che un tempo erano considerati normali, oggi risultano essere fuori dal limite. Alcuni parametri sono stati modificati perché la condizione della vita rispetto a un tempo è cambiata: è più sedentaria, le diete non sono più equilibrate.”

Con il COVID-19 questi aspetti poco salutari sono forse stati accentuati. Dal suo punto di vista, la pandemia ha danneggiato la cura della vista?

“Durante il primo lockdown tutto è stato interrotto. Avevamo avuto delle discussioni a riguardo: abbiamo dovuto allungare i tempi di visita, per permettere sanificare gli ambienti in modo adeguato e assicurrare adeguati controlli ai pazienti. È certo che abbiamo rivoluzionato la nostra attività ospedaliera.”

“Ora stare all’interno del reparto ospedaliero è completamente diverso, rispetto a due anni fa: abbiamo accessi controllati, si cerca di stare attenti alle misure di distanziamento sociale. Questo però non ha pregiudicato alcuni interventi che siamo riusciti a fare, oppure l’assistenza che siamo riusciti a garantire. Per esempio, gli interventi salva vista sono stati eseguiti, se non a Dolo, in altre come Chioggia e Venezia. Io stesso andavo ad operare in quelle sedi, soprattutto di chi necessitava l’intervento”.

“Attualmente, stiamo recuperando pian piano gli altri pazienti, quindi stiamo tornando nuovamente a regime, incrementando anzi l’attività. Però mi rendo conto di tutto quello che è avvenuto, anche di quei comportamenti che sono diventati di uso comune, soprattutto in ospedale”.

Lei ha fatto più di 4000 interventi chirurgici, tra trapianti di cornee, distacco di retina, strabismo. In questi mesi ha incrementato questo bilancio.

“Abbiamo dovuto intervenire ancora per cercare di mantenere, soprattutto nei pazienti meno gravi, quindi in parte messi da parte. Però, ci tengo a precisare che i pazienti più importanti, quelli gravi, hanno avuto la possibilità di essere operati. Non abbiamo lasciato nessuno indietro in un periodo così difficile, ma ci siamo sacrificati per riuscire a dare risposta, non solo nella realtà dell’Ulss 3”.

Si dice che oggi gli ospedali siano oberati per recuperare il tempo perso. Alcuni medici hanno dichiarato che alcuni pazienti erano morti perché non se ne erano potuti occupare.

“Le confermo che stiamo facendo un grande sforzo per cercare di recuperare quello che è stato necessario lasciare indietro in quel momento. Si tratta di visite e interventi chirurgici, che non erano estremamente gravi dal punto di vista oculistico.  Attualmente, stiamo recuperando tutti gli interventi per la cataratta”.

Di solito era Alessandro Trovato, presidente dell’Unione Italiana dei Ciechi di Mestre, a lanciare questo messaggio nella giornata della prevenzione.

“Lo ringrazio per la sensibilità che l’Unione dei Ciechi dimostra, non solo ai propri assistiti, ma anche nei confronti delle ‘istituzioni vere’, come ad esempio l’Oculistica, in cui sono molto attenti, presenti, chiedono sempre la possibilità di colloquiare con noi. Spero che questo rapporto sia estremamente utile e che possa continuare”.

Cosa dire a chi volesse andare a farsi controllare la vista?

“Incoraggiamo tutti ad andare e a rivolgersi a professionisti presenti nel territorio, in maniera tale di avere le giuste risposte. Inoltre, bisogna far in modo che, durante la visita, tutti gli elementi necessari vengano esplorati, come la pressione degli occhi, la retina, le familiarità legate ad alcune patologie. Sono elementi che servono all’oculista per depistare le patologie più importanti, che sono cause anche di gravi danni.”

Le patologie più importanti sono: il glaucoma e le patologie legate al diabete. C’è anche qualche altra patologia a cui guardare?

“Le degenerazioni corneali, le maculopatie, le degenerazioni retiniche, le miopie devono essere attentamente studiate e analizzate. Non dimentichiamoci anche dei bambini: bisogna controllare che non vi siano problemi difettivi e strabismi, nel qual caso bisogna agire tempestivamente per riuscire a mantenere una condizione visiva ottimale. Tutte le fasce di età, dai bambini fino agli anziani, devono essere sempre tutelate, studiate e osservate. Invito a tutti coloro che hanno un problema visivo a rivolgersi alle strutture, sia pubbliche che private. L’importante è che vi sia una possibilità per avere un completo esame visivo”.

Ringraziamo il dottor Romeo Altafini per essere intervenuto ai nostri microfoni nella Giornata mondiale della vista.

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