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Giorgio Palù: da luendì possibile vaccino ai bambini

I bambini si infettano meno degli adulti, così sostiene Palù. I paesi nordici sembrano essere quelli più attenti all'incolumità dei bambini

L’intervento di Giorgio Palù durante una delle ultime conferenze stampe a cui ha partecipato.

Giorgio Palù ci spiega perché i bambini non si infettano

“I bambini non si infettavano per niente, né con l’Alpha e tanto meno con Wuhan. Trasmettevano pochissimo, non si ammalavano e non morivano. Con Delta la cosa è diversa. Perché i bambini non si infettavano? E perché bisogna guardare alla storia naturale quando si impone una vaccinazione?

È chiaro che io impongo la poliomielite subito, l’epatite b subito perché è li che se la beccano ed è li che avranno le conseguenze. Un adulto che si becca l’epatite b non farà mai la cirrosi. Questo perché riesce, con il sistema immunitario, a farla fuori. La storia naturale ci dice questo.

Allora, i bambini hanno meno recettori ACE2 nelle prime vie aeree per il virus. Ecco perché si infettavano meno. Ma con un virus che ha cambiato i suoi parametri biologici, ha aumentato l’affinità, è da due a dieci volte più contagioso di quelli che circolavano prima, ha un tempo di incubazione non più di cinque giorni ma di due giorni, infetta anche i bambini. Questi non si ammaleranno tanto e quindi l’Ema, che ho sentito sta mattina, prenderà la decisione il 29 novembre, a fine novembre”.

Ecco i paesi più attenti ai bambini

“Vi posso garantire che molto attenti ai bambini lo sono i paesi nordici. Se ricordate con il Pandremix il vaccino per l’H1N1, hanno visto tanti casi di narcolessia nel bambino. Non è una cosa da poco. Erano uno su diecimila o poco meno di diecimila, ma li hanno visti solo loro: finlandesi, norvegesi, danesi.

Quindi anche questo, se vi ricordate delle trombosi, le trombosi particolarmente erano di alcune popolazioni, c’è la genetica, siamo diversi. Noi non abbiamo visto narcolessia con H1N1, quindi i nordici magari saranno resistenti. Alla fine, quelli che dovrà prevalere, sarà rapporto rischio-beneficio.

Quanto rischio hai di ammalarti in forma grave? Qual è il rischio di avere un effetto collaterale avverso grave dal vaccino?”

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