Il fotografo Gianni Berengo Gardin ci presenta Venezia con la sua Leica a pellicola

Gianni Berengo Gardin

Gianni Berengo Gardin è l’autore di moltissimi libri su Venezia. Ne ha pubblicati ben nove e a febbraio è in uscita un decimo. Il libro uscirà in collaborazione con Il Corriere della Sera, come inserto del quotidiano.

Gardin continua a fotografare le varie sfaccettature della città sin dagli anni ’60, quando vi viveva. Oggi vi torna in varie occasioni. Il fotografo rimane fedele alla sua macchina fotografica vintage, una Leica a pellicola.

La superiorità della pellicola

Gianni Berengo Gardin spiega infatti che ancora la pellicola è superiore al digitale, grazie alla sua plasticità. Con l’analogico, inoltre, si producono, secondo l’artista, scatti più pensati. Il digitale è improntato invece sulla velocità degli scatti e comporta anche un’altra conseguenza. Non si stampa più, per questo gli archivi fotografici andranno scomparendo.

Venezia e i veneziani

Gardin poi si lancia in una critica dei veneziani. I cittadini, spiega, dovrebbero opporsi ai politici se non vogliono il cambiamento delle loro città.

Gianni Berengo Gardin viveva a Venezia con il padre che possedeva un negozio. La città a suo parere è cambiata molto, non tanto dal punto di vista architettonico ma piuttosto nel modo di vivere. La critica va ancora una volta verso la qualità del turismo.

1 COMMENTO

  1. Ha ragione. Il turismo becero ha rovinato molte città italiane. Compreso il turismo delle grandi navi che invadono la laguna. Grazie maestro per questo importante reportage.

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