La Voce della Città Metropolitana

Gian Angelo Bellati: sì per la separazione di Mestre – Venezia

Sono molte le ragioni dei separatisti: oggi ospitiamo Gian Angelo Bellati, presidente del Movimento Venezia Autonoma, una lunga carriera a Bruxelles, esperto di progetti finanziati dall'Unione Europea, essendo stato anche presidente di Unioncamere. Per lui separazione non è affatto sinonimo di lotta tra campanili.

Gian Angelo Bellati ex presidente di Unioncamere è schierato a favore dell’autonomia per il prossimo referendum, candidato a sindaco durante la campagna elettorale che ha portato all’elezione di Brugnaro.

La separazione

Per Gian Angelo Bellati il fatto di avere un’amministrazione autonoma dei due comuni significa l’apertura verso l’estero, favorita dal fatto che ognuna città avrebbe una gestione specifica.  L’amministrazione sarebbe più vicina anche al cittadino in termini di confronto di idee.

In comuni più piccoli si vive meglio, e questo lo attesta San Donà di Piave che sta aumentando i suoi cittadini, il che significa che è ben governata.

Tutte le aree metropolitane in Europa sono divise, come a Bruxelles esistono 19 comuni non gestiti da un sindaco coordinatore, ma ognuno autonomo e con un’identità differente.

Cosa pensa di poter fare per risolvere i problemi della città

Venezia è talmente particolare, vuole un’amministrazione per evitare i problemi, si sono persi 100.000 mila residenti dal primo referendum 40 anni fa. Con promesse non realizzate, vogliamo un comune che riesca a ottenere dallo statuto delle esenzioni, come ridurre le tasse ai residenti della venezia lagunare e per le imprese. Costa di più la vita rispetto la terra ferma.

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