La Voce della Città Metropolitana

Giampietro Ravagnan: l’arma contro il covid è il vaccino

Giampietro Ravagnan, microbiologo, consiglia costante prudenza nei mesi avvenire e esorta a vaccinarsi il prima possibile per contrastare il virus

A La Voce della Città Metropolitana, Maria Stella Donà ospita il professore e microbiologo Giampietro Ravagnan. Purtroppo l’indice di contagio di coronavirus sta ricominciando a risalire: in particolare in alcune zone d’Europa. Anche in Italia non si scherza e nemmeno in Veneto.

Giampietro Ravagnan, cosa sta succedendo?

“Il virus continua a girare. Anche se è meno dannoso, perché la protezione vaccinale diminuisce l’accesso in ospedale, il virus continua a circolare. Quando trovo delle persone che sono deboli da un punto di vista immunitario poi può comportare nel tempo anche un aumento dei ricoveri.

C’è la vaccinazione da una parte, ma dall’altra è ancora necessaria l’attenzione dei contatti, soprattutto in grossi gruppi. Per esempio, adesso andremo a vedere le finali di calcio, sia nelle piazze italiane e inglesi, sia nello stadio in Inghilterra. Speriamo che la finale sia di buon auspicio per noi, però l’estate è un po’ un rischio, un ‘tempo instabile'”.

Si diceva che il caldo sconfiggesse il covid ma le varianti sembrano negare questa ipotesi

“Quando si fanno delle previsioni, si fanno sulla base delle conoscenze. Al momento, purtroppo, questo è un virus che cambia in continuazione e cambia anche la tipologia. Adesso con la ripresa del turismo però si incontrano tante persone che prima non si incontravano.

Bisogna continuare ad avere una grande attenzione e precauzione se si vuole passare un’estate senza ammalarsi ma soprattutto per garantirsi un inizio scolastico con tranquillità.

Altrimenti il rischio, oltretutto se non si vaccinano bene tutti i ragazzi, è che invece di fare un anno scolastico finalmente normale, si dovrà ricorrere per forza ancora a delle situazioni di DAD. Da un punto di vista psicologico comincia a essere un problema”.

L’Italia a questo punto in Europa è un po’ più libera?

“Al momento non è fuori rischio. L’indice di andamento della pandemia supera l’indice RT, è un indice matematico più complesso. Infatti esprime la velocità della diffusione. Man mano che i colori diventano più chiari, passando dal nero al verde, vuol dire che la velocità di infezione del virus è aumentata.

Allora questo crea delle situazioni di rischio. Quando gli spagnoli o gli inglesi verranno in Italia in questi giorni per il campionato, purtroppo cambierà di nuovo un po’ il colore. Significa che il virus si continua a diffondere e bisogna stare molto attenti: deve essere un’estate che si vive all’insegna della massima prudenza” ha detto Giampietro Ravagnan.

Lei sconsiglia i viaggi in Spagna e Inghilterra?

“Al momento sì. Poi bisogna andare con un certificato di vaccinazione: uno strumento, anche da un punto di vista concettuale, molto importante. Questo dà un margine di tranquillità se l’incontro è tra persone già vaccinate anche con la seconda dose”.

Ha cambiato opinione sul vaccino Pfizer che considerava sperimentale?

“No, è una questione di scala dei tempi e l’andamento che c’è in Israele conferma che non si può dare delle sicurezze. Questo è un sistema in evoluzione attiva che finirà a ottobre-novembre.

Dipende molto dal comportamento estivo e dal fatto di vaccinare il più possibile. I giovani si devono vaccinare i genitori devono far vaccinare i loro figli”.

Bisogna comunque farlo perché si rischia molto di più a non farlo?

“Certo, il vaccino comunque da una protezione dai fatti acuti e gravi. Questo significa evitare tutte le conseguenze più complicate, più complesse, però non evita l’infezione. Il virus sta continuando a girare ma è una specie di camaleonte: cambia colore in funzione dell’ambiente in cui si trova”.

Un’altra cosa da chiarire: è più pericoloso o semplicemente più contagioso?

“Più contagioso ma meno pericoloso perché siamo vaccinati”.

In Israele c’è qualcuno che sta studiando la questione? Era sembrato che Israele fosse riuscita a debellare davvero il virus

“Perché il virus è mutato anche lì”.

Quindi sarebbe ora di cominciare a pensare di fare vaccini diversi?

“No, bisognerà studiare il discorso della mappatura del virus continua, che in Italia è scarsa. Noi facciamo poca mappatura e poca sequenza dei virus. In Inghilterra e in altri stati ne fanno 10 volte di più.

Se si individuano in maniera precoce le modifiche del virus, si possono dare gli elementi alle industrie farmaceutiche per poter aggiornare il virus e fare le prossime vaccinazioni. Si avrà un vaccino più aggiornato alla situazione reale”.

Lei cosa pensa dei vaccini agli adolescenti?

“Si devono fare. Se non c’è un’indicazione medica di qualche particolare problema, i vaccini vanno fatti. Anche tra gli adolescenti, perché questo significa poi togliere il virus dagli ambienti familiari dove ci sono ancora magari persone a rischio. Il vaccino va fatto, è un dono dell’intelligenza umana, non deve andare sprecato”.

Cosa pensa della guerra che c’è stata tra AstraZeneca e Pfizer?

“La gente poi segue i mass media, o i personaggi più o meno testimonial di questo o di quell’altro vaccino. Però devo dire che ci sono state delle persone, che hanno una responsabilità istituzionale, che hanno sempre detto le stesse cose: tutti i vaccini funzionano, l’importante è vaccinarsi secondo la disponibilità dei vaccini che ci sono.

Io ho fatto AstraZeneca, mia figlia ha fatto AstraZeneca e non abbiamo avuto nessun problema. Però questo non significa che se per me va bene, allora va bene per tutti quanti”.

Dovremmo sentirci ancora probabilmente in autunno

“Diamoci appuntamento a settembre perché potremmo dire se levo quella pandemia se i colori stanno diventando tutti più piccole verdi o se stanno cambiando verso una situazione di instabilità”, ha concluso Giampietro Ravagnan.

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