Giallo agente Sissy: parla l'ex dirigente Straffi

Il caso dell’agente Sissy Trovato Mazza, morta dopo due anni di coma per un colpo di pistola alla testa. Parla l’ex direttrice del carcere femminile.

I presunti festini

L’ex dirigente del carcere della Giudecca Gabriella Straffi ha deciso di spiegare, in una lettera inviata al Gazzettino, il contenuto di un colloquio avuto con Maria Teresa Trovato Mazza, per smentire le voci di festini a base di sesso circolate in questi giorni nei tg e nei quotidiani.

I fatti

Straffi ha spiegato che il festino era un episodio, non riferito da Sissy e che riguardava una bottiglia di vino e due lattine di birra consumate da due agenti e più detenute nel 2014. le persone coinvolte erano state punite. Le detenute inoltre venivano in quel periodo sottoposte a controlli tossicologici frequenti che hanno dato esito negativo.

La denuncia e l’ipotesi dell’omicidio

L’agente Sissy aveva invece denunciato alla dirigente un comportamento scorretto riguardante una detenuta. Sul sospetto che qualcuno abbia ucciso Sissy nell’ascensore, facendolo passare per un suicidio, è intervenuto anche il procuratore capo di venezia Bruno Cherchi, il quale ha assicurato che non è emerso finora nessun elemento che possa far pensare ad un’ipotesi diversa dal suicidio.

Gli ultimi istanti

Dall’ultimo istante in cui Sissy è stata ripresa dalle telecamere a quando è stato trovato il corpo sono passati tre minuti. Secondo gli inquirenti, per un potenziale assassino, sarebbe un’impresa piuttosto ardua; riuscire ad entrare in ascensore, disarmare l’agente, spararle, pulire la pistola e fuggire senza essere visto dalle telecamere, non risulta verosimile.

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