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G20 – Spiagge: definita la proposta di legge per lo status di “Città balneare”

È iniziato oggi da Jesolo il percorso della proposta di legge per il riconoscimento dello status di “Città balneare”, un documento realizzato dal Dipartimento di Economia dell’Università Ca’ Foscari di Venezia in collaborazione con l’Osservatorio dei comuni balneari

È partita oggi dalla località costiera, che ospita la quarta edizione del G20 – Spiagge, la proposta di legge per il riconoscimento dello status di “Città balneare”. Un documento in cui i partecipanti al network hanno raccolto tutti i problemi che condividono e le possibili soluzioni.  L’evento si è svolto presso l’hotel Almar.

G20 – Spiagge

Il principale elemento comune è il macroscopico divario che si crea tra il numero di residenti e il numero di presenze turistiche in un periodo molto ristretto dell’anno, che determina il cosiddetto “effetto fisarmonica”.

È questa una situazione rispetto alla quale le amministrazioni locali hanno limitate possibilità di intervento a causa di dotazioni organiche e finanziarie inadeguate. Queste sarebbero infatti parametrate alla popolazione stabilmente residente.

La proposta di legge è stata redatta dallo studio legale BM&A e dal Dipartimento di Economia dell’Universita Ca’ Foscari di Venezia, con la supervisione e coordinamento del responsabile scientifico del G-20s, Adriana Miotto. Il testo si sviluppa a partire dai dati raccolti nel contesto dell’Osservatorio dei comuni balneari realizzato dal Dipartimento di Economia dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.

I rappresentanti delle località balneari del G20 hanno assunto, inoltre, due fondamentali decisioni per il futuro del network e il conseguente sviluppo strategico delle città. I componenti della rete hanno stabilito che sarà Riccione la sede ospitante della prossima edizione del G20.

La celebre località balneare romagnola raccoglierà così il testimone da Jesolo per la quinta edizione del summit, nato a Bibione nel 2018 da un’idea del sindaco di San Michele al Tagliamento, Pasqualino Codognotto, e svoltosi successivamente a Castiglione della Pescaia (Toscana) e a Vieste (Puglia). Anticipato, inoltre, lo svolgimento dell’evento che nel 2022 si terrà a marzo.

In questo contesto i sindaci hanno rinnovato il protocollo d’intesa che impegna le amministrazioni a partecipare e contribuire al network ma anche a sostenere l’iter della proposta di legge per i prossimi 4 anni.

Prossima edizione

Il network, infine, ha definito una nuova cabina di regia nominando i diversi componenti tra gli amministratori delle località facenti parte del network. A dirigere i lavori sarà la sindaco di Cavallino-Treporti, Roberta Nesto, eletta coordinatore dell’organismo. Gli altri componenti della cabina di regia sono i sindaci di Arzachena, Lignano Sabbiadoro, Riccione, Sorrento, Taormina e Viareggio.

I dati dell’Osservatorio dei comuni balneari

Lo studio mette a confronto le località balneari con altre destinazioni turistiche e le più importanti città italiane sulla base di alcuni aspetti legati all’accoglienza degli ospiti, mettendo così in luce le caratteristiche peculiari delle città della costa. Uno degli elementi considerati è il tasso di ricettività totale, dato dal numero di posti letto totali per 1.000 abitanti.

In termini di offerta posti letto i comuni turistici italiani si attesta su una media di 680 posti letto/1.000 abitanti mentre nelle località del G20s la presenza media di posti letto/1.000 abitanti sale vertiginosamente a 2.471 posti letto/1.000 abitanti.

Sotto l’aspetto delle strutture ricettive, poi, i comuni turistici italiani contano mediamente 76 posti letto per km2 mentre in quelli del G20s si sale a 829 posti letto per km2. Nei Comuni turistici d’Italia, poi, si registrano 47 presenze di ospiti per ciascun residente. A ciascun abitante delle località del network corrispondono 171 turisti. Il dato, se messo in relazione alla superficie comunale, parla di una media di 6.958 presenze per ogni km quadrato nei territori turisti del Bel Paese che schizza a 74.716 per km quadrato sui territori del G20s.

Per quanto riguarda il tema rifiuti, lo studio mette in luce un’elevata attività di pulizia strade nei Comuni G20s con 0,0198 tonnellate di rifiuti/abitante, rispetto alle 0,0068 tonnellate/abitante di altri comuni turistici italiani.

La proposta di legge

I Comuni del G20s manifestano la necessità di poter adottare strategie che tengano in maggiore considerazione le specifiche peculiarità che contraddistinguono queste destinazioni e quindi idonei strumenti d’intervento progettati su misura. La pressione straordinaria che queste località vivono non solo influisce sulla domanda di servizi pubblici complessivi, ma determina una serie di altri costi e oneri che molto spesso sfuggono alle transazioni di mercato o fiscalità locale. Ciò si traduce in una limitata possibilità di manovra da parte delle amministrazioni locali ad intervenire a causa di dotazioni organiche e finanziarie inadeguate in quanto parametrate alla popolazione stabilmente residente. Senza considerare che questi stessi

Comuni si trovano a dover gestire aree importanti di demanio marittimo che, pur rappresentando il principale elemento di attrazione turistica, richiedono al contempo una costante e dispendiosa attività di manutenzione e protezione. Da qui le richieste delle località che compongono il network del G20s. La presa d’atto e il formale riconoscimento dello status giuridico di “Città balneare” consentirebbe di definire un quadro normativo organico con l’eventuale attribuzione di ulteriori funzioni amministrative e di adeguate risorse finanziarie.

La “Città balneare”, in particolare, avrebbe maggiori competenze nelle materie di ordinamento degli enti locali, turismo, sicurezza e ordine pubblico, gestione dei rifiuti, gestione delle acque, gestione del demanio marittimo, tutela dell’ambiente e del territorio, in particolare contrasto all’erosione delle coste

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