Caorle, ruba il bancomat all'anziana

Erano le prime ore del 6 settembre u.s., quando i carabinieri della Stazione di Caorle, hanno bussato alla porta di casa di A. M. 27enne residente a Muggiò (MB). Motivo della visita non preannunciata, la notifica di una ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Pordenone, dott. Eugenio Pergola, su richiesta del P.M. di quella Procura, dott. Federico Baldo.

Furto del bancomat a Caorle

In quelle pagine, il dettagliato racconto di un furto e conseguente indebito utilizzo di carte di credito, in danno di una anziana signora che, il 3 agosto u.s., stava effettuando un prelievo di denaro presso uno sportello bancomat della località balneare di Caorle.

In quel frangente, infatti, la signora concentrata nell’operazione di prelievo, non si accorge che alle sue spalle qualcuno sta seguendo il movimento delle sue dita e, con puntualità e precisione, riesce a memorizzare i numeri premuti sulla tastiera, e dunque il codice segreto della tessera. Poi, non appena si sta per concludere l’operazione, finge di essere appena arrivato, le si avvicina e, con fare gentile, le offre il suo aiuto per estrarre la tessera dal bancomat.

Dietro a quel gesto cortese, però, si cela l’inganno. Con consumata abilità l’uomo sfila la tessera dal bancomat senza che la donna se ne accorga, e poi le fa credere che è stata trattenuta dal bancomat. Saluta e rapidamente si allontana.

Nel giro di poche ore, però, con quella tessera bancomat in mano il 27enne, grazie al codice carpito con lo sguardo, riesce a prelevare, in tre distinte operazioni, ben 2000 euro. Questo è ciò che i militari della Stazione di Caorle, dopo la denuncia della donna, sono riusciti in un primo momento ad accertare. Poi, però, hanno dovuto concentrare le indagini su quel giovane, nel non facile compito di dargli un nome.

Telecamere di videosorveglianza

Le immagini dalle telecamere presenti sia all’esterno del bancomat dove aveva effettuato il prelievo la vittima, che in quelle presenti nei luoghi dei successi prelievi fraudolenti, sono state attentamente analizzate, alla ricerca di ogni dettaglio utile. Sono state ascoltate persone e sono stati avviati scambi informativi con altri comandi e reparti. Così, grazie anche ad altre segnalazioni di fatti analoghi, i militari della Stazione di Caorle sono riusciti ad identificarlo. A.M., infatti, si trovava già agli arresti domiciliari per un analogo episodio commesso negli stessi giorni a Chioggia, allorquando era stato arrestato dai poliziotti di quel Commissariato.

Era forse convinto, almeno per l’episodio di Caorle, di averla fatta franca. Ma si sbagliava. La puntualità delle indagini e la rapidissima risposta dell’Autorità Giudiziaria pordenonese, lo hanno inchiodato alle proprie responsabilità. Dovrà infatti rispondere di furto aggravato e indebito utilizzo di carte di credito.

Ancora una risposta puntuale e rassicurante delle Istituzioni, alla legittima richiesta di giustizia non solo della vittima, ma dell’intera collettività.

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