Emergenza nel padiglione della Banca degli Occhi di Mestre dopo il furto di macchine per un valore di mezzo milione di euro. Il centro cura pazienti provenienti da tutta Italia e per evitare la paralisi è partita una raccolta fondi

Il giorno dopo l’ignobile furto perpetrato ai danni della Banca degli Occhi di Mestre è partita una raccolta fondi per ricomprare le costose attrezzature razziate.

In una notte ignoti hanno rubato una ventina di strumenti medici per curare le malattie rare degli occhi, alcuni dei quali arrivati da pochi giorni. Valore del bottino circa 500 mila euro a cui se ne aggiungo altri 200 mila per la mancata attività. Tre laboratori infatti destinati ai pazienti, circa seimila l’anno, con malattie molto difficili da curare, non sono più in grado di operare.

La struttura presieduta da Giuseppe Di Falco continua a funzionare nella parte destinata ai trapianti, alle donazioni di cornee e alla ricerca. Tre aziende intanto si sono offerte da subito anticipando la consegna di alcuni strumenti per far tornare operativi gli ambulatori entro due settimane, e intanto alcuni pazienti saranno distribuiti tra l’Ospedale dell’Angelo e il Civile di Venezia.

Scattata la caccia ai ladri

La polizia non ha dubbi, si tratta di un furto su commissione e le attrezzature sono destinate al mercato clandestino dell’Est Europa. I ladri hanno agito in appena dieci minuti ed erano in tre. Gli investigatori stanno visionando le immagini del sistema di videosorveglianza.

Donazioni

Per concorrere alle donazioni sui canali della Fondazione (sito www.fbov.org e pagina Facebook) ci sono i dati per un bonifico bancario con la causale «Emergenza ambulatori».

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