Oltre 8 milioni  di risarcimento per il furto a Palazzo Ducale, si cercano tutti i componenti della banda Pink Panthers

Il risarcimento

Il furto dello scorso 3 gennaio da 3 milioni di euro al Palazzo Ducale sarà risarcito con 8 milioni e duecento mila euro. Questa  la somma con cui  l’assicurazione Lloyd’s di Londra ha indennizzato la Fondazione Al Thani, proprietaria della spilla e degli orecchini trafugati dalla banda serbo-croata.

La banda Pink Panthers

Ora l’assicurazione potrà costituirsi parte civile nel procedimento a carico di Vinko Tomic, capo della banda Pink Panthers e dei suoi complici. L’organizzazione internazionale specializzata nel furto di gioielli è composta, oltre che da Tomic, da Dragan Mladenovic, Goran Perovic, Vladimir Durkin, Zvonko Grgic e Zelimir Grbavec.

I gioielli dello sceicco

L’esposizione “Tesori dei Moghul e dei Maharaja” allestita a Palazzo Ducale, da dove erano spariti i preziosi, era assicurata per oltre un miliardo di dollari. Tale era il valore da capogiro dei pezzi.

I gioielli rubati appartenevano allo sceicco Hamad Bin Abdullah Al Thani, emiro del Qatar e proprietario, attraverso la Fondazione, di una delle più favolose collezioni di preziosi al mondo. I gioielli, prima di arrivare a Venezia, erano esposti anche a Londra.

I ladri

Il sostituto procuratore Raffaele Incardona è pronto a chiudere le indagini. L’accusa sarà quella di furto aggravato. Il procedimento sarà intrapreso nei confronti di tutti i componenti della banda, nonostante al momento solo Tomic, Grbavec e Grgic si trovino in Italia, reclusi nel carcere di Santa Maria Maggiore. Per i tre, le operazioni di rientro dalla Croazia, dove le forze dell’ordine li hanno arrestati tra il 7 e l’8 novembre, si erano concluse prima di Natale.

All’appello manca invece Durkin, ancora detenuto in Croazia per motivi non meglio precisati. Si era ventilato che alla base del mancato trasferimento ci fosse un problema di salute, forse legato a un pestaggio durante l’arresto;  nessuna conferma è arrivata da Zagabria. Nemmeno la Procura sa quando il quarto uomo verrà portato in Italia.

Discorso a parte per i due serbi. Perovic non è mai stato preso. Si è invece fermato Mladenovic in Croazia, al confine con la Serbia; l’uomo però è riuscito a malmenare un poliziotto e a guadagnarsi la fuga. La Serbia non ha accordi con l’Italia per la consegna degli arrestati e quindi l’iter, attraverso il Ministero della Giustizia, è decisamente più complesso.

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