La Voce della Città Metropolitana

Paolo Favaretto: i furti alla Carrozzeria Moderna non si fermano

La microcriminalità però non si è mai fermata e anzi con le strade vuote si sono create più occasioni. Ne sa qualcosa Paolo Favaretto, fondatore della Carrozzeria Moderna di Mestre che la scorsa settimana ha raggiunto il primato del ventesimo furto subito e ora non intende stare più a guardare.

Maria Stella Donà intervista Paolo Favaretto, proprietario della Carrozzeria Moderna, il quale ha ricevuto l’ennesimo furto e atto vandalico, il ventesimo.

Paolo lamenta della mancanza di sicurezza e ha lanciato un appello pure al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

La zona è determinante per i fatti nella sua carrozzeria?

“Sì, in via Giustizia le abitazioni sono distanti quindi quando suona l’antifurto nessuno se ne accorge. Ci sono delle nostre telecamere per far cambiare idea a chi vuol entrare illegalmente.

Questa settimana siamo più tranquilli ma abbiamo sempre paura che suoni il telefono.”

Le telecamere funzionano come deterrente?

“Noi abbiamo ascoltato il questore, le abbiamo aumentate ma non mi sembra giusto che siamo noi a dover investire sulla sicurezza di un’azienda con 20 dipendenti, penso che lo stato debba intervenire.

Ho scritto a Mattarella proprio perché siamo cittadini come gli altri, lo stato ci deve tutelare.

Abbiamo aumentato la vigilanza privata ma non possiamo lavorare solo per pagare la sicurezza, a questo punto o cambiamo zona o cambiamo lavoro” ha detto Paolo Favaretto.

Fenomeno microcriminalità: impulso nuovo col covid?

“Sembra che la microcriminalità sia desinata a salire sempre di più, favoriti dal minor flusso di gente nelle strade.

Ma il problema non è solo uno degli effetti collaterali della pandemia, ma persiste soprattutto da quanto il passaggio a livello è stato sostituto con il sottopassaggio pedonale.

Inoltre, a causa della nuova configurazione della zona, la polizia è obbligata ad intervenire a piedi. E questo chiaramente diminuisce l’efficacia e l’operatività delle forze dell’ordine.

Un altro fattore che sembra aver determinato l’aumento dei furti è stata la chiusura della vicina discoteca, il TAG. Infatti, assicurando un flusso di persone notturno, gli eventuali ladri sembravano essere scoraggiati dalla presenza del locale”.

Sono stati trovati alcuni fra quelli che hanno aggredito il locale?

“Un ragazzo per un furto delle macchinette. Ma anche se andrà dentro non cambierà niente. Bisogna operare prima che avvengano i furti.”

Il 18° furto è stato diverso dagli altri?

Un furto su commissione. Infatti, a far pensare a un colpo premeditato sono non solo le attrezzature rubate (utensili specifici di verniciatura e codifiche di spie), ma soprattutto lo sfondamento del muro di confine in cemento armato, che separa la proprietà della carrozzeria dalla ferrovia. Uno sforzo che, inoltre, deve aver coinvolto un gruppo consistente di persone.

Riporto con rammarico l’assenza di telecamere e adeguati controlli nella stazione e ferrovia”.

Un problema della zona?

“I furti sono cominciati circa 7 anni fa. All’epoca il locale notturno (Tag) era ancora aperto. Quindi, alla fine, sembra che sia la zona di per sé a favorire il circolo di microcriminalità.

Questo lo si desume anche dalle parole delle forze dell’ordine: la stazione, da sempre, forma un binomio con la malavita”.

Disagio per i dipendenti?

“L’ingiustizia è che ci sono 153 dipendenti, 20 famiglie solo in Auto Carrozzeria Moderna. I furti sono stati anche dalle altre parti non solo da noi.”

I piccoli furti sono comuni in tutta Mestre?

“È un fenomeno molto importante da non sottovalutare. Bisogna che la gente che subisce questi furti li denunci perché se tutti lasciano perdere non si può sapere cosa succede. C’è poca fiducia. Questo dimostra che quello che sta succedendo a noi non si risolve niente. per sventare questa violenza bisogna mettere delle macchine fisse o gente in borghese perché prima o poi li trovino.”

Quanti soldi avete investiti nelle telecamere?

“Inizialmente abbiamo speso 4 mila euro ma ora siamo arrivati a 15 mila. Abbiamo incrementato anche l’antifurto con i sensori che ci è costato altri 4 mila euro. Se una persona entra  i sensori che tracciano tutti i movimenti di una persona e mi manda un messaggio. Questo però serve però fino a un certo punto.”

E di di assicurazione?

“Noi paghiamo più di 20 mila euro l’anno di assicurazione furto e sono tanti, è come avere un altro dipendente da pagare, è una cosa insostenibile. Dovrebbe esserci più presenza delle forze dell’ordine ma il problema è che se vengono in Via Giustizia di notte quando c’è una chiamata, se si chiude il passaggio a livello sono in trappola. Siamo nel 2021, una cosa del genere è insostenibile.

Nel 2011 quando è stato fatto l’accordo con ferrovie dello stato e il comune di Venezia e Giunta Orsoni le ferrovie hanno dato 2 milioni e 100 mila euro per la sistemazione di Via Giustizia. Non hanno fatto niente, non hanno speso una lira.”

Progetto sospeso della riorganizzazione della stazione di Mestre

“Noi che siamo dentro dobbiamo sempre pagare. Noi come Auto Carrozzeria Moderna stiamo pagando quello che ha sbagliato la Giunta o qualcuno. Non è giusto”, ha concluso Paolo Favaretto.

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