In questa nuova puntata di La Voce della Città Metropolitana, ospite Franco Polato, Presidente del Sindacato provinciale SILB di Venezia.
Franco Polato è un ritorno il suo. Avevamo parlato lo scorso anno delle discoteche e ad oggi la situazione è abbastanza drammatica.
Immagino che lo stato d’animo non sia sicuramente dei migliori.
“Buongiorno a tutti e grazie dell’invito. No, purtroppo siamo ancora qui ad aspettare una presunta data per poter riaprire le nostre attività. Siamo alla finestra e vediamo che tutti tutti ci stanno sottraendo lavoro: bar, ristoranti e qualsiasi luogo pubblico ha cominciato a fare il nostro lavoro, ovvero esattamente quello che noi dovremmo fare da professionisti, per il quale abbiamo istruito del personale, abbiamo fatto della formazione rispetto a un divertimento sicuro, abbiamo firmato dei protocolli.”
“Siamo dei professionisti del divertimento, e nonostante questo la politica ci sta ancora dicendo no, a nostra insaputa, e non riusciamo a capire il perché. Siamo qui ancora a vedere lo scontro. Ormai è palese fra la destra e la sinistra, e l’intervento ieri di Giorgia Meloni al Senato è stato proprio un disegno lampante di tutto ciò.”
Quindi insomma, andare in discoteca di destra non andarci di sinistra.
“Quando litigano, litigano su ogni argomento. Probabilmente la Lega e altri partiti a suo tempo erano stati favorevoli. Il nostro governatore è sempre stato attento e sensibile ai nostri problemi, e anche poco tempo fa si è espresso in tal senso. Uno scontro politico è evidente.”
Mi pare che sia stato molto chiaro. Però naturalmente Luca Zaia si colloca nel Centrodestra. Nel frattempo va anche detto che i contagi si sono un po’ mossi. La variante Delta sta irrompendo anche in Italia e ricominciano a muoversi i numeri nelle terapie Intensive, anche se i vaccini stanno resistendo. Quindi ci sono naturalmente molti meno ricoveri in proporzione. Però intanto i numeri si muovono, dunque la data di apertura delle discoteche slitta ancora una volta.”
“A tal riguardo, se io le facessi una domanda a lei, del tipo: visto che i contagi si stanno muovendo, se fossero state aperte le discoteche, quale sarebbe stato il capro espiatorio ancora una volta?” ha detto Franco Polato.
Le discoteche sicuramente. Quindi tutto sommato è meglio che siano rimaste chiuse lei dice?
“Diventa una strumentalizzazione. In mezzo c’è un comparto di 3000 aziende con 100 mila lavoratori soprattutto in zone vocate come queste, perché ricordiamo che un turista d’estate sceglie il mare. È bello l’hotel ma sceglie il mare anche perché c’è la movida, il divertimento. Nel tempo e negli anni questo comparto ha dato delle grandi soddisfazioni in termini di numeri, in termini di feedback rispetto ai nostri turisti.”
“Se le discoteche avessero aperto chiaramente sarebbe stata colpa nostra. È palese che non è così, perché un assembramento incontrollato, non gestito, è peggio, non è profilato e non ci sono tutti quegli accorgimenti che all’interno i nostri locali potrebbero essere attuati, e questo è il risultato.” ha detto Franco Polato.
Io ricordo però che la scorsa estate erano state sollevate polemiche perché non c’erano molti controlli nelle discoteche
“No, se lei ben ricorda c’era stato un focolaio in Sardegna da un noto imprenditore, ma il focolaio poi era partito soprattutto dal personale. Tutto il personale di quella struttura viveva insieme, per cui non seguendo le regole durante il tempo libero si sono infettati in un nucleo, un cluster.”
Quest’estate cosa cambierebbe per voi? Siete d’accordo con Il Green Pass?
“Certo che siamo d’accordo. Siamo d’accordo con il contingentamento. C’è un protocollo firmato dal CTS, non più di 2 settimane fa, e stiamo cercando di venirne a capo, perché poi vorremmo anche capire se ci sono gli estremi per riuscire a capire questo diniego. Il CTS, quindi il comitato tecnico-scientifico, che fino a qui ha guidato tutte le scelte del governo, ha dato l’ok all’apertura delle discoteche secondo un preciso protocollo da noi sottoscritto.”
“Quando il protocollo è passato al governo, al Consiglio dei Ministri, Il Ministro Speranza e il Ministro Franceschini si sono opposti. Noi abbiamo bisogno di aggregazione, non è un elemento effimero. Non dimentichiamoci quanti incontri abbiamo fatto, quante volte abbiamo festeggiato, ballato perché qualcuno ha compiuto gli anni, perché qualcuno si è sposato. Dalla notte dei tempi a gente socializza.”
“Noi facciamo questo lavoro e ci piace, ma c’è qualcuno che non ce lo permette. Non stiamo chiedendo reddito di cittadinanza, non stiamo chiedendo nulla, perché abbiamo capito che ristori non ce ne sono. Vogliamo tornare a lavorare in tutta sicurezza, per noi, per i nostri dipendenti e per i nostri clienti.”
Nel protocollo voi avete accettato il Green pass, ma ci sono un sacco di ragazzi che non ci sono ancora vaccinati.
“È proprio per questo che venerdì prossimo in Piazza Mazzini cominceremo la campagna dell’Ulss4 Veneto orientale, che porta sia a dei tamponi che poi ad una profilassi di vaccini. Se noi portassimo i giovani a vaccinarsi per poter entrare o comunque a tamponarsi, dimostrare di essere negativi, potremmo anche poi eventualmente capire la filiera di cluster che vanno a nascere, e sarebbe molto più semplice. Sarebbe ancora più furbo e intelligente far sì che la popolazione più giovane vada a vaccinarsi o a tamponarsi sarebbe un vantaggio per tutta la comunità.”
La maggior parte delle persone che lavoravano per le discoteche pare abbiano cambiato lavoro, anche perché non avrebbero potuto sopravvivere altrimenti.
“Assolutamente sì. Noi abbiamo dato fondo finché potevamo per sostenere i nostri collaboratori. Il 30% delle aziende e dei locali non riaprirà più perché non ce l’ha fatta, non sono sopravvissuti. Se dovremo poi aspettare ancora settembre-ottobre io penso che questa percentuale salirà. Oltre al problema della ricaduta della manodopera sul territorio.”
“Dietro di noi ci sono filiere molto importanti, dalla distribuzione dei camerieri e barman a tutta la parte artistica, a tipografie e attività di promozione di marketing. C’è una ricaduta molto importante, che poi verrà chiaramente al pettine.”
“Quando il protrarsi di questa chiusura poi porterà a dei numeri pessimi. Gran parte della nostra forza lavoro si è riciclata, soprattutto nella GDO, perché chiaramente i consumi alimentari sono cresciuti in questo periodo.
È comunque importante che il settore abbia assorbito.
“Sì certo. Però noi avevamo, nel tempo, formato delle persone. Viene completamente cancellato un patrimonio. Questo è l’altro grande problema. Per chi ha deciso di fare questo mestiere entrare poi nella GDO è stata una forzatura. Alla fine il prezzo più grosso saremo proprio noi a pagarlo.”
Era importante capire quello che stava accadendo, e capire soprattutto quello che accadrà. Ormai l’estate è iniziata.
Si parla di un’apertura al 24 luglio, pensa che aprirete o no?
“Io sono molto scettico e dubbioso. È da giugno che c’è questa situazione, che chiaramente non porta a niente di buono. Quando era stata ipotizzata una data i primi di giugno, molti colleghi avevano chiamato del personale. Sono stati fatti degli aggiornamenti rispetto agli impianti. Insomma si era cercato di farsi trovare pronti. Hanno fatto degli ulteriori investimenti e ancora ad oggi non abbiamo una data certa” ha detto Franco Polato.








