
“Che cos’è la felicità? Non lo so, ognuno ha la sua e tutti la cercano. Io però mi autodetermino felice, e la cerco nel qui e ora, nelle piccole cose” afferma Francesco Gabbani, che presenta diversi live estivi in giro per l’Italia, fino alle due date annunciate per ottobre al Forum di Assago e all’ex Palalottomatica di Roma.
Il cantante italiano si racconta con sincerità grazie al nuovo album “Volevamo solo essere felici”, che il 22 aprile uscirà pubblicato in tre versioni, cd, vinile standard e vinile in edizione limitata e numerata contenente una bonus track.
“Cerco di riflettere su chi sono e sul senso della vita, provando ad andare in profondità, ma di certo non ho la presunzione di dichiarare di aver raggiunto la piena consapevolezza: non si finisce mai di capirsi nel percorso di vita”, spiega in un’intervista all’ANSA.
Il concetto di felicità per Francesco Gabbani
Centrale nel nuovo LP, anticipato a marzo dal singolo omonimo, è il concetto di felicità: “Ricercarla è una costante: per molti significa proiettarla nel futuro, come se si dovesse arrivare a una meta. Io invece provo a cercarla nel presente, so che non è facile, ma a volte basta cambiare il punto di vista”, prosegue, evidenziando l’importanza della parola ‘solo’ nel titolo, “un termine che sottintende la malinconia, sentimento che mi attrae. Non è qualcosa di negativo, ma un modo per accedere ai ricordi”.
Gabbani sottolinea la capacità dei 10 brani dell’album di rappresentare “tutto me stesso, non solo una parte: c’è la mia chiave giocherellona, ma anche la componente intimista. Queste canzoni assecondano il mio flusso e raccontano il mio ping pong tra positività e malinconia”.
Accanto all’introspezione e alla percezione di sé ne “La mira” o al racconto di un amore incondizionato che accetta anche i lati bui ne “L’amor leggero”, è in un brano come “La rete” che si ritrova il Gabbani più ironico, tra ritmo, melodia pop orecchiabile e giochi di parole.
Luoghi a cui è legata la sua musica
C’è un luogo a cui è legata la scrittura di questo nuovo lavoro? “Casa mia sicuramente, la natura e le colline mi hanno ispirato. Non ho scritto durante il lockdown, ma i brani sono frutto di quel periodo”, racconta, “un forte slancio emotivo me lo ha dato anche l’aver registrato La mira negli studi Abbey Road a Londra: stare lì, vivere quel luogo e la sua energia mi ha fatto concludere alcune canzoni in lavorazione”.
Il cambiamento musicale di Francesco Gabbani
Dal punto di vista musicale cosa cambia rispetto a prima? “Ho assecondato le canzoni poi le ho rivestite con l’arrangiamento. Non ho costruito un sound prima, ho scritto alla vecchia maniera, sono canzoni che si possono fare anche piano e voce”, spiega.
Nella tracklist anche un brano pacifista, dal titolo inequivocabile, “Peace&Love”, perfetto per la tragica attualità del conflitto ucraino: “E’ una coincidenza, l’ho scritta l’anno scorso e mai avrei immaginato quanto sta succedendo”, afferma, “qui dichiaro la mia posizione in modo aperto: voglio la pace e se fai la guerra rispondo con l’amore. Lo scenario è quello dei nativi d’America perseguitati, ma il brano ha un significato filocristiano, ripresenta il concetto di porre l’altra guancia”.
La voglia di ritornare sul palco
Presto tornerà all’incontro diretto col pubblico: “Non vedo l’ora, con chi mi segue ho un rapporto molto emozionale, saranno momenti di grande energia”, dice, “subito farò un tour instore, d’estate andrò in giro per l’Italia e presto annunceremo le date, poi i palazzetti a ottobre. Non posso certo perdere l’occasione di tornare a suonare dal vivo”.








