Torna a Venezia la triplice ricorrenza del 25 aprile. Festa della liberazione, quest’anno ricorre il 74 anniversario. Commemorazione della morte del San Marco Evangelista patrono della città e festa del Bocolo attorno alla quale ruotano due leggende.

Premio Festa di San Marco

Da quando si è insediata la giunta di Luigi Brugnaro inoltre si è è aggiunto un quarto evento, il “Premio Festa di San Marco” che si svolge nel pomeriggio a Palazzo Ducale e che è giunto alla quarta edizione per rendere omaggio alle “eccellenze veneziane metropolitane”. Quest’anno la cerimonia sarà seguita in diretta da Televenezia su canale 71 dalle 17 alle 19 e sarà visibili in streaming sui social dell’emittente veneziana.

Il mattino sarà comunque riservato all’alzabandiera in piazza San Marco (alle 9.30) e in Campo del Ghetto Nuovo (alle 11.30), a Mestre, in piazza Ferretto (alle 11). L’ammainabandiera nelle due piazze, alle 18.50, con gli onori resi dal Picchetto militare, concluderà la giornata.

La storia del bocolo

I veneziani romantici regaleranno il bocolo alla loro compagna nel giorno in cui secondo la tradizione Maria, detta Vulcana per lo splendore dei suoi occhi meravigliosi, e figlia del Doge Orso I Partecipazio (in carica tra l’864 e l’881) fu trovata morta nel suo letto con il bocciolo rosso posato sul cuore, sporco del sangue del suo amato Tancredi un giovane trovatore morto in battaglia dopo che era partito da venezia per tornare da eroe ed essere degno di sposarla.

La storia del bocolo si intreccia con le spoglie di San Marco perchè racconta di due giovani appartenenti a famiglie nemiche che con il loro amore fecero rifiorire un roseto da lungo tempo senza fiori che divideva i palazzi delle due casate. Quel roseto, proveniva dal luogo di sepoltura di San Marco Evangelista ed era stato donato molti anni prima ad un marinaio della Giudecca di nome Basilio, antenato dei due giovani, quale premio per la sua partecipazione al trafugamento delle spoglie del Santo.

Le reliquie del Santo arrivarono a Venezia clandestinamente da Alessandria d’Egitto nell’anno 828, nascoste in un carico di carne di maiale dai due mercanti veneziani Rustico da Torcello e Buono da Malamocco. Il carico, considerato “impuro” dai locali, superò le dogane d’Oriente senza controlli e giunse a Venezia acclamato dall’intera città.

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