Festa dell'Unità Nazionale

Festa dell’Unità Nazionale: celebrazioni con 220 studenti delle scuole jesolane assieme alle associazioni combattistiche e d’arma

I giovani studenti jesolani protagonisti della Giornata dell’Unità Nazionale. Giovedì 17 marzo, giornata dedicata alla ricorrenza, 220 ragazzi degli istituti comprensivi I. Calvino e D’Annunzio parteciperanno assieme alle associazioni combattentistiche e d’arma delle sezioni di Jesolo alle celebrazioni organizzate in collaborazione con l’amministrazione comunale.

I ragazzi partiranno dal piazzale Kennedy e porteranno la bandiera italiana che verrà issata sul pennone posto in piazza Matteotti e la corona che verrà deposta sul monumento sito sempre in piazza Matteotti. Sarà presente anche il Consiglio dei Ragazzi di Jesolo.

Il programma avrà inizio alle 10.50 con la partenza del corteo da piazzale Kennedy. Gli studenti, accompagnati dalle Associazioni Combattentistiche d’Arma con labari e gonfaloni e dal sindaco Valerio Zoggia, percorreranno via Toscanini,
via Cesare Battisti, piazza I maggio, piazza Matteotti. Qui è previsto primo l’alzabandiera con l’intonazione dell’inno nazionale di Mameli cantato dai ragazzi quindi la deposizione di una corona al monumento dei caduti. Seguirà l’intervento del sindaco e degli stessi studenti jesolani. In caso di pioggia la cerimonia si svolgerà nella sala Consiliare del Municipio.

1 COMMENTO

  1. Antonio Gramsci già nel 1920 scriveva:
    Lo Stato italiano è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l’Italia meridionale e le isole, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono d’infamare col marchio di briganti.
    Se nel resto dell’Italia, anche grazie ad una corretta revisione storica, ha sempre meno senso festeggiare l’unità d’Italia, che autorevoli storici fuori dal controllo del governo italiano, ricordano essere scaturita principalmente dal dissesto finanziario dei Savoia, e non per onorevoli intenzioni di aggregazione.
    E’ assolutamente insensato indire cerimonie in Veneto dato che l’unità d’Italia che quest’anno celebra i 155 anni, non riguarda il Veneto che ne entra a far parte, contro la volontà del popolo, ben 5 anni più tardi. Da allora il Veneto conosce l’emigrazione di massa, la carestia, la fame, una oppressione fiscale insostenibile che inizia con la tassa sul macinato e continua ancora oggi.
    A cosa serve questo nazionalismo pilotato che cerca di irretire le giovani menti per mezzo di associazioni d’arma, formate da associati che al giorno d’oggi raramente vedono dei reduci tra le loro fila?
    Associatì che spesso ignorano dei passi fondamentali della nostra storia, come appunto quello che vede i giovani militari veneti, schierati gloriosamente tra le fila dell’esercito austroungarico contro l’esercito italiano invasore straniero, proprio per evitare di cadere sotto l’egemonia italiana, che pochi mesi dopo l’unità già era evidente essere un regno ingiusto sanguinario e oppressivo.
    NON LASCIATE CHE I VOSTRI FIGLI CRESCANO NELL’IGNORANZA CHE STATI, ORMAI PROSSIMI ALL’ANNICHILIMENTO, UTILIZZANO COME ALIMENTATORE DI PATRIOTTISMO, CERCANDO DI RITARDARE LA FINE DELLO STATO E DEL BENESSERE DELLA CLASSE GOVERNANTE.

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