Venezia Città Stato

Federico Caner: i tornelli non servono, bisogna gestire i flussi turistici

Il tornello non è una soluzione a Venezia: è brutto dal punto di vista etico culturale ed estetico, bisogna gestire i flussi. L'assessore Caner è intervenuto alla trasmissione "Venezia Città Stato?"

In questa prima puntata di “Venezia Città Stato?” abbiamo come ospiti l’Assessore Regionale al Turismo Federico Caner e il professore Jan Van Der Borg dell’università di Ca’ Foscari, docente di economia e turismo”.

Federico Caner, Assessore Regionale al Turismo

“Devo dire che sono completamente d’accordo con l’analisi del professore. A livello regionale abbiamo detto che il tornello non è una soluzione. E’ brutto dal punto di vista etico culturale ed estetico, anche perchè ricordo che Venezia è il capoluogo del Veneto, è la città dei veneziani. Pensare a queste città come un museo a cielo aperto dove entri pagando il biglietto per me è desolante, proprio su piano etico morale”.

I flussi turistici

“Questo non significa che non si debbano gestire i flussi, il problema è come e dove spalmarli nella città. E’ ovvio che se tutti vogliono andare in Piazza San Marco nello stesso momento, diventa anche un problema di capacità di capienza. Questa città nel suo complesso, valorizzando anche le sue parti periferiche, può contenere determinati flussi che oggi sono gestiti male, senza dar colpe a nessuno.

Noi abbiamo fatto un esperimento con la fondazione Cortina per quanto riguarda le Tre Cime di Lavaredo. Con un accordo con Vodafone, noi sappiamo esattamente quante persone si recano, quanto rimangono ferme sul territorio, quali sono i flussi e addirittura quante notti dormono senza avere i dati dell’albergo o dell’extra alberghiero, semplicemente guardando quanto sta fermo il telefono su un luogo.

E’ un pezzo però che chiedo all’Assessore Venturini di avere i dati della Smart Control Room di Venezia. Questo perchè io come regione posso anche mettermi a disposizione, però è ovvio che il controllo della città in primis, è in mano all’amministrazione. Noi possiamo dare un supporto a livello regionale ma poi ci devono essere delle iniziative.

Il codice rilasciato dalla regione

Dopo c’è stata la recente polemica: si son registrate 20 mila persone in più rispetto a quelle che dovevano esserci, però noi abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare a livello normativo regionale, prevedendo anche il codice identificativo per le locazioni turistiche. Oggi come oggi tu non puoi aprire una locazione turistica senza avere un codice rilasciato dalla regione, e deve essere esposto non solo all’esterno dell’appartamento ma anche nei siti di prenotazione.

Gran parte dell’emersione è uscita grazie a questo codice. Il controllo però non spetta alla regione, ma alla polizia municipale, la quale deve uscire, verificare che i codici siano esposti ed eventualmente multare. In sostanza secondo me ci vuole un po’ più di connessione tra la parte operativa e quella normativa, e di rapporto tra la regione e Venezia”.

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