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Federalberghi Spiagge Venete: rischia di lasciare a casa 12mila lavoratori

Federalberghi Spiagge Venete critica aspramente la manovra del governo. Alberto Maschio: "a queste condizioni non ha senso aprire"

“Una manovra largamente insoddisfacente per il turismo. A queste condizioni non ha senso aprire i nostri hotel, rischiando di lasciare a casa 12mila lavoratori”. E’ una bocciatura su tutti i fronti, quella di Alberto Maschio, coordinatore di Federalberghi Spiagge Venete e presidente Aja – Associazione Jesolana Albergatori, quella nei confronti della manovra annunciata dal Governo e che, nelle intenzioni, doveva dare una importante spinta alla ripresa di tutte le attività economiche del Paese. “Una manovra che dovrebbe avere il peso di due finanziarie – ribadisce Maschio – ma che, per il nostro settore, concede ben poco. Il senso di insoddisfazione è pari, se non superiore, alle attese”. GUARDA IL SERVIZIO: Alberghi a Jesolo costretti a procedere senza protocolli

Federalberghi Spiagge Venete critica il governo

Tanti i punti sui quali prevale lo sconforto e la rabbia per le disattese. “Si fa un passo avanti, ma subito dopo due indietro. Sembra ti diano delle opportunità, ma poi scopri che ci sono una serie di paletti e di barriere che limitano o annullano le opportunità stesse. Facciamo degli esempi. “In questo momento, in cui le imprese avrebbero bisogno di risorse immediatamente disponibili per sostenere i costi di sistemazione delle strutture ed apertura che saranno ovviamente maggiori rispetto al passato, con la totalità dei lavoratori stagionali ancora in attesa di conoscere il proprio destino, la manovra contiene misure basate ancora una volta sul meccanismo del credito di imposta. Ma se quest’anno non saremo messi nelle condizioni non ci saranno imposte da versare perché non ci sarà reddito e quindi le misure si sgonfiano inesorabilmente. Esempio lampante lo stesso buono vacanze, peraltro spendibile solo se saremo aperti, di fatto ci costringe ad anticiparne l’80 % del valore ottenendo l’ennesimo credito di imposta.

I dipendenti

Altro tema molto sentito e preoccupante riguarda le responsabilità nei confronti dei dipendenti. “Con quanto è stato indicato, nel caso in cui il dipendente dovesse contrarre il Covid in albergo (cosa peraltro tutta da dimostrare), la responsabilità penale andrebbe a carico del datore di lavoro. Capisco che i sindacati sono in campagna tesseramenti, ma questa norma è una follia: chiediamo di inserire nella manovra una sorta di scudo penale, per capirci come stanno chiedendo i medici delle squadre professionistiche di calcio. In questo momento abbiamo l’incombenza del rischio penale e non veniamo supportati nell’assunzione, con un sistema di decontribuzione che avevamo indicato nelle nostre proposte”.

Azioni di protesta

Il settore ricettivo alberghiero delle spiagge venete è pronto, dunque, ad azioni di protesta clamorose. “Saremo costretti a sostenere forti costi per ripartire, una volta che ci diranno quando e come farlo. Quella che doveva essere una manovra se non risolutiva, almeno per dare una spinta alla ripartenza, lascia ben poco al nostro comparto. A queste condizioni non ci stiamo: se non cambieranno le cose, se non si interverrà per aiutare veramente e concretamente il sistema turismo e non con manovre palliative, saremo costretti a tenere chiusi i nostri hotel”. Una decisione che avrebbe una conseguenza impattante per il turismo e per il mondo del lavoro: si pensi che le spiagge venete, con i suoi 722 hotel danno lavoro ad oltre 12mila persone.

L’appello al governo

Il presidente Maschio chiude con un appello al Governo: ripristinare il ministero del turismo. “I contenuti della manovra sono la conseguenza della mancanza di un ministero specifico per il turismo, per cui le nostre istanze sono finite in secondo, terzo, per non dire quarto piano. Un comparto come il nostro, che produce il 13% del Pil nazionale, non può essere trattato in questo modo. Non siamo l’ora di ginnastica, che va sopportata e fatta solo perché imposta: il turismo è una materia importante, quasi fondamentale nel sistema Italia. Merita dignità e rispetto”.

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