Home Video Gallery Faccia a Faccia Faccia a Faccia: Confcommercio Veneto

Faccia a Faccia: Confcommercio Veneto

739

Confcommercio Veneto e il mercato.Il Presidente ci delinea la condizione generale dell’Italia.

Oggi con noi a Faccia a Faccia c’è il Presidente della Confcommercio Veneto, Massimo Zanon. Al Festival di Cannes di quest’anno il film vincitore è stato “I, Daniel Blake” di Ken Loach: la storia racconta di un falegname 60enne che lavora molto duramente ma che poi, a causa di una malattia, non riesce più a lavorare e deve sopravvivere con i sussidi statali per la disoccupazione, diventando vittima dello stesso sistema con cui prima si guadagnava da vivere. Il Presidente ritiene la situazione presentata dal film piuttosto veritiera: le situazioni simili, difatti, sono molte in Italia e probabilmente in futuro aumenteranno se il governo continuerà a portare avanti una politica disorganica e basata su decisioni improvvise e poco ponderate. Inoltre, l’eccessiva presenza di burocrazia non facilita sicuramente la vita né ai cittadini né tantomeno alle imprese: si parla tanto di digitalizzazione e di nuove tecnologie che dovrebbero diminuire la “carta” ma dei centinaia di moduli che le aziende dovevano e devono tuttora compilare non ne è sparito nemmeno uno. Una delle cose che però bisognerebbe considerare è che l’utilizzo delle nuove tecnologie farà probabilmente sparire centinaia o migliaia di posti di lavoro messi a disposizione dalla nostra tanto odiata burocrazia. Ma anche la valorizzazione del territorio è uno degli obiettivi principali della Confcommercio e questo lo testimonia la convenzione (vero e proprio “protocollo di difesa”) firmata da Anci, Confcommercio nazionale e Ministero per il recupero delle aree imprenditoriali dismesse e degradate in favore di nuove strutture molto più competitive. I vantaggi di questo recupero edilizio? Affitti minori e tassazione speciale da parte del Comune per dire “basta” anche ai consumi inutili. Certo, questo non significa essere diventati dei veri e propri fanatici dell’ambiente ma semplicemente voler salvaguardarlo recuperando anche le costruzioni realizzate durante il periodo del vecchio boom economico. E questo andrà a favore anche del turismo: in Italia, difatti, l’attenzione nei confronti del cliente risulta essere davvero poca e ciò non fa che aumentare il tasso di turisti che per le vacanze o per viaggi di piacere sceglie l’estero invece che il nostro paese. E che dire invece della “cannibalizzazione” fra grandi strutture causata dalle richieste di autorizzazioni ai comuni? Zanon conferma che in questo periodo la situazione commerciale ed industriale generale non sta andando affatto bene: le eccessive aperture di nuovi negozi, l’assenza di proporzioni all’interno del mercato, la concorrenza poco produttiva e l’e-commerce non hanno fatto altro che incrementare la crisi che c’era già di fondo. Il mercato, momentaneamente, ha bisogno di sviluppo ragionato e di modernità e se proprio si decidesse per l’apertura una nuova attività, allora bisognerebbe basarla sulla distribuzione specializzata, di prodotti di qualità, al servizio del cittadino, “migliore” rispetto a quella della grande distribuzione, con una formazione ad hoc per gli imprenditori ed una condizione fiscale agevolata per le start up perché la grande distribuzione non farà invece altro che peggiorare ancora di più il mercato attuale. Purtroppo, a questo proposito, anche i rapporti con le banche non favoriscono la crescita: non concedono crediti, fondamentali per l’avvio di un’impresa da zero, basano la concessione di fondi in base al margine operativo, si cannibalizzano quasi fra loro perdendo il loro vecchio status di “garanzie” per la società e tendono quasi ad indebolire il mercato piuttosto che rafforzarlo, distruggendo anche le imprese più forti. Ma anche una visione più generale ci può far capire come l’Italia sia in pericolo: i controlli al Brennero, difatti, potrebbero provocare dei veri e propri disastri per le esportazioni del paese, fargli perdere denaro e compromettere trasporti, commerci e turismo per via delle dogane particolarmente intransigenti. E nei prossimi 70 anni? Cos’ha intenzione di fare la Confcommercio Veneto per migliorare la situazione? Sicuramente, conclude il Presidente, si darà priorità sia al turismo che al commercio tradizionale, si incentiverà l’organizzazione e si orienteranno imprenditori ed aziende verso le nuove esigenze del mercato. Inoltre, Zanon si augura che il Presidente del Consiglio Renzi abbia l’opportunità di convocare e così riconoscere formalmente la Confcommercio al più presto, poiché senza Confcommercio sicuramente il paese sarebbe morto.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here