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Fabrizio Ferrari: un ricordo in onore delle vittime disabili

Il presidente dell'ANFFAS, Fabrizio Ferrari ha organizzato una mostra in onore delle vittime disabili dell'Olocausto

Nella giornata di oggi, 27 gennaio, ricordiamo le vittime dell’Olocausto barbaramente uccise durante la seconda guerra mondiale ad opera del regime nazista. Per ricordare le vittime con disabilità parliamo oggi con Fabrizio Ferrari, ex docente di sociologia e presidente nazionale dell’ANFFAS (la più grande associazione di famiglie di disabili intellettivi e relazionali).

Le vittime del programma Aktion T4

Fabrizio Ferrari, ex docente presso l’Università di Padova e presidente dell’ANFFAS, ha voluto ricordare una parte della storia dell’Olocausto non molto conosciuta e spesso dimenticata. La storia riguardante le vittime del programmi di eliminazione nazista Aktion T4.

Il programma Aktion T4 è il nome convenzionale con cui si disegnava il programma nazista di eutanasia. Il fine ultimo era la soppressione di persone affette da malattie inguaribili o portatori di handicap mentali. Questo programma non fu perpetrato solo durante gli anni della guerra, bensì anche precedentemente. Inizialmente, le persone venivano uccise tramite metodo farmacologico negli istituti specifici, mentre in un secondo momento, con la creazione dei campi, nelle camere a gas.

Ferrari colloca l’inizio ufficiale del programma nel 1938, quando a Lipsia un padre di un bambino disabile invocò l’aiuto del Fuhrer per sopprimere il bambino. Questo evento era il risultato di una più ampia campagna già iniziata a partire dal 1933. Le persone disabili erano ritenute indegne alla vita perché incapaci di un ruolo attivo nella nuova società del terzo reich. Come ha ricordato il professore, il regime per acconsentire a tale eccidio organizzò una campagna poderosa negli anni contro i disabili. Le persone disabili venivano presentata come dei parassiti del sistema sociale tedesco. La propaganda raccontava che una persona disabile in un istituto costava quanto cinque alloggi destinati agli operai.

Una seconda menzione è necessaria farla anche al programma Aktion 14f13. Questo era la sigla che indicava invece il programma di eliminazione delle persone ritenute non più idonee al lavoro nel campo di concentramento, come anziani e malati.

Il totale complessivo delle morti dei due programmi di eliminazione è stimato attorno alle quasi 300.000 mila vittime.

La storia di Fabrizio Ferrari

Gli eventi si collegano anche alla storia personale di Fabrizio Ferrari. Lo zio dell’ex professore è stato infatti vittima del programma Aktion 14f13: perseguitato politico, venne rinchiuso nel campo di concentramento di Mauthausen.

Partecipò poi alla organizzazione della resistenza all’interno del campo. A seguito di queste azioni, venne nominato rappresentate degli italiani nel comitato di liberazione nazionale. Ammalatosi in un secondo momento, venne trasferito nel castello di Hartheim, a pochi chilometri dal campo di Mathausen, dove verrà ucciso il 4 ottobre del 1944.

Per ricordare tutti

Per onorare le vittime dei programmi Aktion T4 il presidente ed ex professore Fabrizio Ferrari ha organizzato una mostra itinerante nelle scuole, in modo da diffondere quanto accaduto e con la speranza che attraverso la conoscenza quanto successo non accada nuovamente.

La mostra è stata però sospesa a causa della pandemia di Covid – 19, ma è stato realizzato un DVD dove si mostra quando accaduto e la storia della mostra.

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