L’eroina gialla quella che ha ucciso decine di tossicodipendenti che si rifornivano a Mestre c’è ancora, e soprattutto non è calata la domanda.

Lo spaccio persiste, dopo il maxi blitz

La scomparsa dei nigeriani dalla piazza di via Piave è servita a far calare lo spaccio di eroina gialla, perché è più difficile da trovare. Lo spaccio però esiste ancora. A rivelarlo è Giampietro Frison, direttore del laboratorio di tossicologia forense dell’Ulss 3 Serenissima.

La pericolosa sostanza

Nel 2017 e durante una parte del 2018 la potentissima droga a base di oppiacei e sciroppo per la tosse aveva dato molto da fare ai sanitari veneziani. Ai soggetti a rischio erano state distribuite fiale di naloxone, un antidioto all’eroina con un principio attivo che contrasta gli effetti della droga ed evita soprattutto il rischio soffocamento.

Calo dello spaccio ma non dei consumatori

Il fatto che la sostanza killer sia difficile da trovare non significa però che i consumatori siano diminuiti, anzi. Secondo i medici del laboratorio è’ aumentato l’uso della cannabis e anche della cocaina.” In generale continua ad essere alto il consumo di tutte le sostanze che creano dipendenza e danni fisici.

L’aumento di clienti giovani

A dimostrarlo c’è anche il numero di acquirenti fissi dell’organizzazione tunisino-albanese smantellata lunedì mattina dai carabinieri di venezia: almeno 120, tra cui una ventina di minorenni. La banda era diventato il punto di ritrovato dei tossicodipendenti di tutto il nordest perché vendeva l’eroina ad un prezzo quattro volte più basso rispetto ad altre piazze. Inoltre garantivano meno esposizione incontrando i clienti di notte e su appuntamento lontano dalla ormai rischiosa via Piave.

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