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Erica Cipressa conquista il bronzo con la Squadra di Fioretto

L'atleta di Mogliano Veneto entra e piazza un 5-1 nel match per il bronzo nelle Olimpiadi di Tokyo

Quelle dal 30-20 fino al 35-21 sono cinque stoccate che Erica Cipressa ricorderà per tutta la vita. C’è anche il suo marchio impresso nel bronzo che la squadra azzurra di fioretto ha conquistato all’Olimpiade di Tokyo.

L’Italia, partita con Martina Batini, Alice Volpi e Arianna Errigo, a cui il CT Andrea Cipressa ha affidato il compito di chiudere gli incontri, ha inserito nella terzultima frazione del match contro gli Stati Uniti valido per il bronzo proprio la fiorettista veneta in forza al Gruppo Sportivo della Fiamme Oro.

L’allieva della Maestra Federica Berton a Mogliano Veneto non ha tradito la fiducia e nel match tra figlie d’arte contro Sabrina Massialas – figlia del CT statunitense Greg Massialas – ha messo a segno un parziale di 5-1 che ha chiuso il match.

Il match

L’urlo liberatorio per il quartetto azzurro è arrivato quando Arianna Errigo ha piazzato la stoccata del 45-23. Per l’Italia si tratta, però, di un bronzo con una nota amara perché nella semifinale contro la Francia le azzurre si sono trovate a condurre per 20-9 e per 25-16, prima di subire la rimonta delle transalpine completata da Ysaora Thibus nell’ultima frazione contro Arianna Errigo.

Partita in vantaggio 40-37, l’azzurra non è riuscita a contenere la francese che ha chiuso il match sul 45-43. In precedenza l’Italia aveva archiviato senza patemi – 45-32 il punteggio finale – la pratica Ungheria.

L’oro, come da pronostici della vigilia, è andato alla Russia (qui nella versione Comitato Olimpico Russo e senza bandiera a causa dello scandalo doping di stato emerso lo scorso anno) dell’argento e del bronzo individuale, Inna Deriglazova e Larissa Korobeynikova, che ha superato la Francia 45-34.

Il commento di Erica Cipressa

“Entrare a freddo non è stato facile – ha raccontato Erica Cipressa a fine gara – ma ho mantenuto alta la concentrazione e ci ho messo grinta e determinazione. Le mie compagne mi hanno aiutata dandomi un grande vantaggio, quindi sono salita in pedana più serena. Ho dimostrato che stoccata dopo stoccata ero lì, pronta a dare tutto. Alla fine mio padre mi ha abbracciata e mi ha detto che sono stata molto brava.

Il rapporto padre- figlia in questo ambiente non è facile, perché ci sono dei preconcetti sul fatto che magari lui mi possa avvantaggiare in qualche modo, ma non l’ha mai fatto. Oggi volevo dimostrare anche al CT Cipressa e non solo a mio padre Andrea che merito di stare in questa squadra.

Lui ha vinto l’oro a Los Angeles e quella medaglia l’ho vista appesa in casa fin da bambina. Da atleta arrivare alle Olimpiadi è un sogno e io sono contenta di essere qui e di aver vinto questa medaglia”.

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