Il sindaco di Eraclea, Mirco Mestre, ammette che conosceva la provenienza dei voti che gli hanno fatto vincere le elezioni.

Prime ammissioni sul fronte dell’inchiesta sulle infiltrazioni camorristiche ad Eraclea. Il sindaco Mirco Mestre, dimissionario e in carcere con l’accusa di voto di scambio ha ammesso che sapeva della provenienza del centinaio di voti con cui ha vinto le elezioni.

I difensori del primo cittadino però hanno scelto un’altra linea di difesa: ossia quella di dimostrare che Mirco Mestre non sapeva dei precedenti di Luciano Donadio, la persona indicata come boss di riferimento per la Camorra, né delle sue frequentazioni poco raccomandabili e dunque non intendeva favorire in alcun modo l’organizzazione criminale.

Secondo il pm Terzo invece l’accordo prevedeva il via libera del Comune per un impianto a bio masse che sarebbe interessato a Donadio e a i suoi sodali. Nel frattempo i fedelissimi di Mestre non mollano e hanno avviato una petizione a suo sostegno raccogliendo in tre giorni 500 firme. Una dimostrazione l’hanno definita di vicinanza al sindaco

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