Roberto Martano, presidente del rifugio Enpa di Mira, racconta la triste storia di Reno, uno dei tanti cani accolti in rifugio in condizioni di salute critiche.

Un cane di quindici anni con ben due tumori, lasciato vivere da solo, ereditato insieme ad un immobile pesava meno di venti chili. La famiglia che ha ereditato l’immobile dava al cane solo il cibo essenziale per la sua sopravvivenza.

Arrivato nel rifugio Enpa di Mira da solo un mese ha già recuperato 5 chili, è stato operato d’urgenza ad entrambi i tumori e mostra costantemente un affetto verso i volontari fuori dal comune. Secondo Roberto è l’esempio di come il maltrattamento sia anche questo, un cane che non riesce a trovare una nuova casa nel momento in cui il suo padrone viene a mancare: “Quando il suo proprietario è venuto a mancare, gli eredi hanno probabilmente scelto di occuparsi degli immobili e non degli animali”.

Il cane è stato segnalato dai vicini di casa, una volta richiesto l’intervento delle autorità competenti non è stato trovato nessun aiuto. Il rifugio di Roberto ha accolto il cane a braccia aperte ed ora Reno sta recuperando velocemente il suo stato di salute.
L’articolo 727 del codice penale identifica la detenzione di animali in queste condizioni come un reato, che la maggior parte delle volte trova sanzioni pecuniari nei confronti dei responsabili.

In questo caso l’animale è stato consegnato dagli eredi dell’immobile solamente dopo che il sequestro è stato negato dalle autorità competenti, una situazione che delude e preoccupa allo stesso tempo Roberto Martano.

Nonostante l’età di Reno, Roberto spera nel miracolo che qualche famiglia decida di adottarlo e fargli vivere almeno un altro anno di quella che si può considerare vita, qualcosa che negli ultimi mesi è stato negato al povero animale.

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