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Eni chiude il cracking, ma promette la chimica verde

Speedline, Superjet e ora l'impianto di cracking di Porto Marghera che chiuderà a partire dal 9 maggio. 120 lavoratori temono per il loro posto di lavoro. Eni assicura di avere un piano di riconversione

Speedline, Superjet, e ora anche l’impianto Eni di cracking e degli aromatici di propilene e di etilene che saranno chiusi a Porto Marghera la prossima settimana, a partire da lunedì 9 maggio. Si tratta di tre realtà industriali diverse. Ma tutte e tre rischiano di finire allo stesso modo: con i lavoratori in cassa d’integrazione.

Eni vuole la conversione in chimica verde

In particolare, gli impianti di cracking e di quelli degli aromatici, pezzi storici della chimica di base, nelle intenzioni di Eni saranno sostituiti dalla chimica verde. L’azienda ha infatti annunciato che ha un programma di riconversione, che si integrerà con i progetti di Versalis. Questo prevede un investimento di 500 milioni di euro nelle aree del petrolchimico e della bio-raffineria.

Versalis, in particolare, sta realizzando un impianto per il riciclo di plastica, e un altro per la produzione di alcool isopropilico. Quest’ultimo è un disinfettante che attualmente viene importato dall’estero. Tanto che recentemente sono stati assunti 30 addetti, a fronte di 32 uscite.

Ma CGIL e UIL hanno deciso di dare battaglia. Soprattutto per difendere i posti di lavoro nell’indotto.

La CISL, invece, pur sottolineando che gli impianti di chimica verde promessi non sono ancora stati realizzati, preferisce vedere il bicchiere mezzo pieno. Questo è rappresentato dai nuovi investimenti di Versalis. E quindi sospende il giudizio, dato che la controllata del cane a sei zampe continua a confermare che il piano di trasformazione verrà attuato.

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