Con i suoi oltre 120 battiti per minuto l’elettronica fa ballare proprio tutti dai bambini piccoli ai signori coi capelli bianchi come il presidente della Biennale Paolo Baratta che esibisce con orgoglio “Electro” la nuova creatura della Biennale.

Il CIMM (centro di informatica musicale e multimediale) che si sdoppia tra Venezia, arsenale, e Mestre, centro civico della Bissuola dove i musicisti possono accedere a studi di prova e di registrazione.

La mostra Electro

Sempre in questi spazi alla Bissuola è allestita fino al 10 novembre Electro, elettronica, visioni e musica. Una mostra che arriva direttamente dalla villette parigina e che mette in scena l’immaginario elettronico nelle sue forme più estreme.

Luci stroboscopiche, suoni metallici e corpi accaldati ci fanno subito capire dove siamo, è il mondo della dance e dei club, un mondo buio e luccicante dove la colonna sonora curata da Laurent Garnier passa i i Kraftwerk e i Daft Punk, i Moderat e Donna Summer…

Strumenti storici

Esposti ci sono pezzi storici come i primi macchinari di Jean Michel Jarre ma anche strumentazioni nuove come l’arpa laser, e poi installazioni fantastiche come il cubo marionetta che improvvisamente di anima e balla o “Core” che trasforma i suoni in volumi luminosi e dinamici…

Da sottocultura per tribù giovanili il fenomeno elettrodance entra senza fare anticamera nell’olimpo artistico della biennale, alla bissuola si insegnano materie fuori cattedra, si insegna cioè a fare i dj e i producer. E i docenti sono artisti della consolle, disegnatori di suoni ed esperti di megamix come i veneziani Bottin e Spiller.

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