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Edgardo Contato: le tre priorità per l’Ulss 3

Il Dr. Edgardo Contato esprime le sue tre priorità per la sanità, a partire dalle competenze, dalle risorse e dal dialogo con le istituzioni

Il conduttore Alfredo Aiello ripropone la domanda “Quali sono le tre cose da fare con più urgenza che potrebbero, se messe in campo, accelerare il processo positivo nella gestione della sanità veneta e veneziana?” anche al Dr. Edgardo Contato.

Edgardo Contato, Direttore Generale Ulss 3 Serenissima

“L’originalità di Venezia penso sia chiara per tutti. In pratica ci sono, in questo territorio, due aziende: una è fatta di acqua e di terra e l’altra che è fatta di terra. Quindi, problemi che sono abbastanza simili per un pezzo di territorio e problemi che sono completamente diversi per quanto riguarda Venezia.

Io mi associo a quello che ha detto prima il Dr. Noce, tra le grandi priorità per guardare al futuro:

  • le competenze. Intendendo persone, ma che sappiano essere e che sappiano fare. Ma soprattutto che siano in sintonia con i tempi, perchè abbiamo bisogno di chi, oggi, è in grado di utilizzare tutto quello che oggi, la tecnologia, e quello che è avvenuto in questo periodo. Anche una nuova logica dell’approccio al paziente si è in grado di mettere in atto.
  • le risorse. Le risorse giuste. Perchè ci è servito una pandemia per renderci conto che la sanità è un qualcosa di strategico. Perchè, quando c’era la malattia, c’era povertà, c’era disagio. C’erano fastidi di tutti i tipi, compreso anche problemi di carattere sociale. Li abbiamo visti, li hanno sofferti i nostri giovani, chi è rimasto senza lavoro. Quindi, la salute è centrale e, per fare sanità e per fare salute, occorrono anche risorse. E questa è una cosa importante. La sanità è stata per anni  oggetto di saccheggio. Adesso bisogna riflettere prima di togliere, e anche di dare. Dare il giusto, perchè, la parola chiave è quella che lei citava: l’appropriatezza. È un concetto molto ampio, molto articolato e va studiato con attenzione
  • il dialogo tra le istituzioni. Anche questo aiuta. Perchè, sempre partendo dalla pandemia, il fatto di affrontare in maniera collegiale un problema, è strategico. perchè la pandemia ci ha fatto dialogare con le istituzioni, con i comuni. Ma ha messo in moto tutto un mondo, attorno alla sanità, non solo i medici, con comunicazione e quant’altro”.

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