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“Dune” riporta la magia del cinema in laguna dell’era pre-covid

Zendaya, Timothée Chalamet e il cast di "Dune" fanno crollare il muro alla 78. Mostra del Cinema di Venezia

Entusiasmo dei fan, applausi al passaggio dei cast, code per ingresso in sala: la rinascita per il cinema sembra veramente partire da Venezia. A cominciare dall’attesissimo “Dune” di Dennis Villeneuve, film fuori concorso che ha tra i suoi protagonisti la coppia di giovani attori più amata del momento: Timothèe Chalamet e Zendaya.

Ritorna la magia in laguna

Grazie all’ultima opera di Denis Villenueve,” Dune”, lo scorso venerdì si è rivelato un vero e proprio viaggio nel tempo che era: prima del covid, della pandemia, delle mascherine. Del distanziamento e del muro che separa red carpet e pubblico. La magia del cinema in laguna, per un giorno, è tornata quella di un tempo.

Alla proiezione ufficiale in sala Grande è stato un boato quando si è visto arrivare sul tappeto rosso il giovane attore dal ciuffo perennemente spettinato e poi ancora Zendaya, Oscar Isaac, Josh Brolin, Javier Bardem e Rebecca Ferguson. Per “Dune”, in prima mondiale, l’attesa era spasmodica: dai fan della fantascienza, dagli ammiratori del cinema di Villeneuve (“Arrival”, “Blade Runner 2049”) e ovviamente dai fan di quel talento giovane, ma già estremamente carismatico, di Chalamet. Questo newyorkese 25enne, asceso all’Olimpo di Hollywood con “Chiamami col tuo nome”, era decisamente uno degli ospiti più attesi della 78. Mostra del cinema.

Dune: il libro di Herbert sul grande schermo

Tratto dal romanzo di Frank Herbert dei primi anni ’60, Dune è molto di più di un filmone di fantascienza: c’è potere, tradimento, lealtà ma anche politica e religione, strascichi del colonialismo, attese messianiche, fanatismi talebani e l’ossessione per la salvaguardia del pianeta. Praticamente un film di attualità, in arrivo nelle sale italiane il 16 settembre.

La presentazione del film

Chalamet è Paul, l’eletto, il personaggio predestinato. L’azione si svolge in un futuro lontano quando il Duca Leto Atreides (Oscar Isaac), padre di Paul, va a governare il pianeta Arrakis, ossia Dune, dove si raccoglie quella che chiamano la spezia, una droga che conferisce poteri di resistenza e dominio. Il pianeta è abitato da una civiltà indigena, i Fremen, abituati ad essere dominati, ma che coltivano la speranza di un riscatto.

“Fare Dune per me è un sogno che si realizza e mi auguro con tutto il cuore di far parte del cast del sequel perché è l’esperienza più significativa della mia vita”, confessa Chalamet durante la conferenza stampa.

Il secondo film vedrà il focus sul personaggio di Zendaya (Chani Kynes), che racconta con queste parole l’esperienza sul set: “Ho speso sul set solo pochi giorni ma mi sono affidata totalmente al regista e mi sono lasciata guidare. Ho trovato una famiglia, un’accoglienza calorosa e grande gioco di squadra. Ho trascorso momenti speciali e, anche se alcuni membri del cast li ho praticamente conosciuti qui a Venezia, mi sono subita sentita a casa con loro.”

Villeneuve racconta “una storia moderna”

Il regista Villeneuve si dichiara legatissimo a questo progetto e racconta ai giornalisti la profonda ammirazione per il romanzo di Herbert: “Si tratta di un racconto dei poteri forti, un segno premonitore di quello che succede alla Terra, tra politica e religione e una visione lucida dell’impatto che ha avuto il colonialismo. Probabilmente la rilevanza di questo progetto è maggiore oggi di quanto non fosse 40 anni fa. È una storia moderna che ci coinvolge tutti e anche che ci dovrebbe spingere ad arrabbiarci e ad alzare la voce per proteggere il pianeta che stiamo lasciando alla generazione futura. Resta un’avventura di sopravvivenza.”

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