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Alla Berlinale 2020 ci sono due produzioni italiane in concorso

Elio Germano è il protagonista dei due film italiani in concorso al Festival del cinema di Berlino, diretti da Giorgio Diritti e dai fratelli D'Innocenzo.

Giorgio Diritti e i fratelli D’Innocenzo in concorso alla Berlinale 2020

Due film italiani saranno in concorso al prossimo Festival del cinema di Berlino “Berlinale 2020”: Volevo nascondermi di Giorgio Diritti (nelle sale dal 27 febbraio) e “Favolacce” di Damiano e Fabio D’Innocenzo, entrambi interpretati da Elio Germano. «Sono molto contento che Toni Ligabue (il personaggio del suo film n.d.r.) “mi porti” a Berlino. Quando ho saputo della presenza del film in concorso me lo sono immaginato arrivare in moto a Potsdamer Platz, sfilare i guanti ed entrare dicendo “Grazie, grazie!” con quella sua strana cadenza tra emiliano e svizzero tedesco. Amo la sua storia, esprime la ricchezza della diversità e la voglia di riscatto. Ringrazio il direttore della Berlinale Carlo Chatrian e tutti quelli che hanno reso possibile questo film», ha commentato il regista Giorgio Diritti.

Nelle sezioni collaterali “Pinocchio” di Garrone e altri autori  

In gara alla 70esima Berlinale (dal 20 febbraio – al primo marzo) c’è anche la coproduzione italiana (insieme a Germania e Messico) di “Siberia” di Abel Ferrara, con Willem Dafoe, mentre nelle altre sezioni del festival ci sono il già annunciato Pinocchio di Matteo Garrone (Berlinale Special Gala), “Semina il vento” di Danilo Caputo (Panorama), “Palazzo di giustizia” di Chiara Bellosi e il corto di Marta Anatra “Progresso”, incluso nella sezione Generation.

Selezionati anche tre grandi classici di Visconti, Citti e Fellini

“La casa dell’amore” di Luca Ferri e “L’invincibile” di Nadia Ranocchi e David Zamagni sono ospitati in Forum e nella Settimana della Critica ha trovato posto “Faith” di Valentina Pedicini. In Forum Expanded ci sono “Ossessione” di Luchino Visconti (del 1943) e “Ostia” di Sergio Citti (1970), Berlinale Classics invece ha scelto “Il bidone” di Federico Fellini (1950), per celebrare il centenario del grande regista riminese.

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