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Dragon Boat, conoscere il nostro territorio attraverso la voga

Stefano Munarin, docente universitario e delegato sportivo IUAV, ci parla dei dragon boat e dell’iniziativa che va oltre i muri dell’Università e permette ai ragazzi di scoprire il territorio vogando tra i canali e nella laguna

Il dragon boat è una tipologia di barca molto semplice da portare. Ci stanno 20 passeggeri, 1 timoniere e 1 tamburino che batte il tempo. La sua peculiarità è che è adatta a scoprire il territorio veneziano e i dintorni. Essendo l’imbarcazione a fondo piatto è ideale per spostarsi tra i canali e nella laguna. Così il CUS Venezia raggruppa studenti che vengono da tutte le parti del mondo e gli permette di scoprire il territorio praticando la voga.

Venezia è una città variegata, ed è importante far conoscere ai giovani dove si colloca. Oltre a far vedere la laguna prossima alla città, si possono raggiungere diverse zone della Regione Veneto attraverso i canali navigabili che si addentrano nella terraferma. È importante ripercorrere la storia del territorio veneziano attraverso paesaggi ricchi di flora e fauna come sulle sponde del fiume Sile, o come tra gli alberi della Bonifica. Tutto fa parte della storia naturale e moderna del nostro territorio.

Vedendo i luoghi dall’acqua tutto cambia prospettiva. Quello che si è studiato sui libri o si è visto su delle cartine geografiche assume una dimensione nuova. Murano, Burano, Torcello e l’ Isola di sant’Erasmo sono solo alcuni dei luoghi che esplorati dall’acqua assumono un’immagine diversa. Gli studenti, in questo modo, fanno una lezione alternativa di urbanistica e di paesaggistica che possono mettere a frutto per la tesi di laurea o per le lezioni frontali.

Studenti di qualsiasi facoltà e corso di laurea possono partecipare così a un’autentica esperienza formativa. Stanno assieme due-tre giorni, si confrontano, discutono tra di loro e si accorgono del luogo dove sono venuti a studiare e dove magari in futuro resteranno per lavorare. Con queste iniziative il sistema universitario veneziano si mostra sempre più aperto e internazionale. Venezia non è più una grande barriera.

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