Giornata di divertimento per i bambini del Progetto Cernobyl

Hanno vissuto una giornata di svago sulla spiaggia di Cavallino-Treporti. Sono un gruppo di bambini tra i 9 e gli 11 anni, provenienti dalla Bielorussia, arrivati in Italia e nel Sandonatese in particolare, grazie all’associazione “Progetto Cernobyl del Basso Piave” (GUARDA IL SERVIZIO) che si occupa da anni dell’accoglienza – nel mese di luglio – di bambini provenienti dalle zone colpite dal disastro nucleare del 26 aprile 1986. In particolare, dalla Bielorussia, a pochi chilometri dalla zona tutt’ora interdetta. A più di trent’anni di distanza dall’incidente, i rischi sanitari per le popolazioni più vicine al luogo dell’esplosione sono ancora molto alti e dipendono, in particolare, dalla continua assunzione di cibo contaminato.

Purtroppo, sono proprio i bambini ad essere esposti al rischio più immediato: l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riscontrato, infatti, un aumento esponenziale di tumori tiroidei nella popolazione infantile e il principale rimedio è quello di allontanare periodicamente i bambini dalle zone contaminate. Respirare aria pulita e mangiare cibi sani li aiuta a recuperare le difese immunitarie, aumentando considerevolmente la loro speranza di vita. Per questi motivi l’Associazione “Progetto Cernobyl del Basso Piave” ha scelto di occuparsi dei bambini che vivono nella zona contaminata, portando avanti, ormai da molti anni, una grande iniziativa umanitaria: ospitare in Italia, per un mese, una decina di bambini.

Questo perché anche solo un mese di soggiorno garantisce a ogni bambino l’opportunità di diminuire sensibilmente il livello di radioattività presente nel loro organismo. Ed è in questo contesto che i bambini, giovedì 25 luglio, sono stati ospitati al campeggio Marina di Venezia, dove hanno trascorso l’intera giornata tra giochi sull’acqua e tanto divertimento.

Una giornata di svago

«Hanno vissuto una giornata piena di svago – commenta Paolo Bertolini, presidente del Parco Turistico di Cavallino-Treporti -. Ci auguriamo di essere riusciti a donare loro un momento di leggerezza e un sorriso. I bambini sono stati accompagnati da tre facilitatori. Fin dal loro arrivo la giornata è stata all’insegna del divertimento: hanno trascorso la mattinata nel parco acquatico. Il pranzo è stato organizzato in uno dei nostri ristoranti e il pomeriggio hanno potuto giocare nei nostri parco-giochi. Quello che ci è stato proposto è un progetto molto bello, che ha toccato il cuore di tutti noi. Come sempre il popolo veneto dimostra la sua generosità e sensibilità. Alla luce di questa esperienza, sarebbe bello poter fare anche di più e riuscire a portare altri ragazzi, magari in più tornate durante la stagione. Per qualsiasi cosa le nostre strutture ci sono».

Progetto Cernobyl del Basso Piave

Da ricordare che a questa iniziativa collaborano le Amministrazioni dei Comuni del Basso Piave, varie Associazioni e ditte locali; ma anche le Parrocchie, la Casa di cura Rizzola che ogni anno visita gratuitamente tutti i ragazzi che arrivano – oltre 350 da quando è attivo il progetto – e tante altre persone. È grazie all’aiuto di ciascuno di loro che il “Progetto Cernobyl” può essere realizzato offrendo ai bambini bielorussi un soggiorno sereno, piacevole, divertente, ricco di momenti indimenticabili, ma soprattutto vitale dal punto di vista sanitario.

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