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Mestre: deprezzate le case nelle aree degradate e poco sostenibili

L'inflazione aumenta e gli esperti prevedono un ulteriore calo del valore d'acquisto del denaro, eppure nemmeno le case sono più un ben rifugio non quelle nei quartiere degradati e non sostenibili

La casa è un bene-rifugio se appartiene alle classi energetiche più alte e se si trova in una zona dove non c’è degrado, come in campagna o in certi quartieri signorili delle grandi città. Questo significa che le abitazioni delle periferie non sono più molto appetibili. Mestre ne è la prova.

I dati di Adico sul deprezzamento

Secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate, elaborati dal movimento consumatori Adico, in 10 anni il valore delle case nel quartiere di Marghera e nella zona di Via Piave è calato oltre il 20%. Soltanto nell’ultimo anno si stanno registrando dei segnali di ripresa del valore del mattone, ma soltanto se l’abitazione consente una buona qualità della vita.

Carlo Garofolini, Presidente Adico Mestre

“Infatti scopriamo come nelle grosse città, per esempio, Mestre, certe zone, soprattutto quelle rivolte verso la stazione, soffrono di questo a tal punto negli ultimi 10 anni l’abitazione ha perso oltre il 20%. Questo significa che una casa o un appartamento, pagato circa 200.000 €, oggi vale poco più di 150.000-140.000 €. Ma ci sono anche zone dove questo dato è ancora più significativo”, spiega Garofolini.

L’effetto del lockdown

Si tratta di un cambiamento delle preferenze indubbiamente legato al lockdown, che ha costretto in casa milioni di persone e spinto a riflettere su come migliorare il proprio habitat.

“Soffrono meno le zone adiacenti alla città, le famose zone di periferia, i piccoli comuni. Risultano meno degradanti e più a misura d’uomo. Infatti, le nuove abitazioni hanno acquistato un valore più significativo rispetto agli ultimi anni e quelle vecchie hanno contenuto le perdite”, afferma Garofolini.

Più in generale, oltre il 36% delle richieste di case si sta concentrando nelle grandi città, dove i servizi sono a portata di mano e in caso di un’altra emergenza pandemica si trova tutto nelle vicinanze.

“Solamente le aree centrali un po’ resistono, anche se bisogna dire che le nuove abitazioni in classi energetiche in un certo qual modo hanno avuto una piccola rivalutazione”, dichiara Garofolini.

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