Maria Stella Donà intervista Massimo Zanotto, Presidente del CUS Venezia. Si sono tenute il 13 dicembre scorso le celebrazioni dei 70 anni del CUS Venezia, una ricorrenza estremamente importanti. Non si parla solo di radici e di passato, ma si parla anche di presente e soprattutto di futuro. Il CUS Venezia rappresenta infatti una molla per far ripartire il centro storico veneziano.

Il futuro del CUS

Il sogno del Cus è quello di riuscire a continuare la propria attività di qualità e di quantità, cercando di coinvolgere sempre di più la città. I numeri parlano da soli: complessivamente, in un anno, il CUS fa fare attività sportiva a più di 3000 persone. Uno dei dati significativi riguarda il numero dei ragazzi dai 5 ai 18 anni: ben 848.

L’Università

A Venezia, così come in molte città italiane, l’Università fa la differenza. Il Centro Universitario Sportivo nasce infatti per far fare attività agli studenti universitari. Per questo c’è un ottimo rapporto di collaborazione con le due università, Ca’ Foscari e IUAV, nonchè con i rispettivi rettori, Michele Bugliesi e Alberto Farlenga. Entrambi sono vicini all’attività sportiva perché la vedono come un’opportunità per completare la formazione e la crescita degli studenti.

Il CUS di Venezia

L’attività sportiva universitaria a Venezia nasce nel 1949. Nei primi anni si sono succeduti vari presidenti che hanno avuto poi un ruolo importante anche nella vita cittadina. Tra questi, Lino Cazzavillan, Filippo Duodo, andato poi a Treviso a seguire il Benetton Rugby, Sergio Zorzi, Giorgio Isotti, Piero Rosa Salva che ha di fatto lanciato il Cus Venezia da una dimensione regionale a una internazionale attraverso una serie di eventi.

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