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Covid: risale la curva dei ricoveri anche in Veneto. Parla Zaia

Tornano a salire i ricoveri per Covid, ma i più colpiti sono i non vaccinati e i fragili. Luca Zaia in una diretta da Palazzo Balbi ha chiarito che la campagna vaccinale è agli sgoccioli, ma i presidi sanitari rimangono

Covid, i numeri tornano a salire nel mondo e anche nel Veneto. E ricoveri negli ospedali della regione seppure in area non critica, sono in media 50 al giorno e dunque c’è da fare attenzione.

Il presidente della giunta regionale del Veneto Luca Zaia, ha diffuso oggi i dati dal palazzo Balbi. Ha però puntualizzato che in ospedale ci arrivano prevalentemente i non vaccinati e i fragili.

Le parole di Zaia in merito alla situazione Covid

“849 + 46 i ricoverati totali per Covid, questo è il dato che dobbiamo valutare. Sono tutti in area non critica, in terapia intensiva i dati mostrano un -1, area non critica + 47. Una settimana fa ho affermato di dover aspettare fine marzo per poter vedere gli effetti di queste nuove positività.

La stampa estera che leggevo in questi giorni dà notizie di un virus che si sta rimuovendo. Di certo non bisogna abbassare la guardia. Resto, però, dell’idea che noi il passaggio alla fase endemica lo dobbiamo fare.

La stragrande maggioranza delle persone che perdono la vita e finiscono in terapia intensiva hanno 2 caratteristiche: sono non vaccinati, quindi hanno 15 volte in più la possibilità di andare in ospedale, o sono i fragili.” ha affermato Luca Zaia nella conferenza di oggi.

Stato di emergenza finirà il 1 aprile

E’ certo che la quarta ondata non modifica il programma sanitario: lo stato d’emergenza finirà il 1 aprile, tra due giorni. Anche perchè gli Hub vaccinali stanno lavorando, ormai, sulle terze dosi e la campagna vaccinale è finita ma non saranno smantellati.

Emergenza profughi

Il ritiro del generale Figliuolo dalla scena dell’emergenza non significa la chiusura dei presidi sanitari, in vista anche della nuova emergenza legata ai profughi. Finora dei 10 mila accolti nella regione solo 2500 hanno chiesto la vaccinazione. Un numero relativamente basso che è legato all’età prevalente tra i nuovi arrivati, ossia sotto i 14 anni. A volte, inoltre, le mamme non chiedono il vaccino perchè contano di tornare presto in Ucraina.

“Mediamente arrivano 400/500 persone al giorno. L’incidenza sui tamponi non è preoccupante perchè siamo al 2,8 %. Ciò vuol dire che se arrivano 100 profughi solo 2,8 sono potenzialmente positivi. Infatti, vengono quarantenati perchè per fortuna abbiamo dato vita a queste strutture di prima accoglienza. Riusciamo infatti a provvedere ad isolamenti, non potendo queste persone andare nell’ospitalità convenzionata. Quasi l’85% sono donne e bambini.” ha concluso Luca Zaia.

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