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Coronavirus, Zaia: “da lunedì dovrebbero riaprire scuole e musei”

E' necessario ridimensionare l'emergenza del Coronavirus. I casi di contagio aumentano ma il tasso di mortalità è abbastanza basso.

Ridimensionare l’emergenza da coronavirus. E’ questo il mantra partito da stamane in tutto il Paese. Perchè è vero, il virus sta accelerando e i contagi sono in aumento, ma non è esplosa la pandemia che si misura con cifre molto superiori e la pericolosità è circoscritta a chi ha gravi problemi di salute.

Coronavirus

Su questa lunghezza d’onda l’appello lanciato da Walter Ricciardi dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) durante la conferenza stampa alla Protezione civile a Roma. “Su 100 persone malate, 80 guariscono spontaneamente, 15 hanno problemi seri ma gestibili in ambiente sanitario, il 5% è gravissimo, di cui il 3% muore” ha spiegato Ricciardi. “Peraltro sapete che tutte le persone decedute avevano già delle condizioni gravi di salute”.

I tamponi

La Francia di questi tamponi ne ha fatti 300, noi 4000. La Gran Bretagna usa una metodica diversa dalla nostra ma ne ha fatti 6000. Le persone trovate positive sono 13, inclusi i 4 cittadini britannici che hanno contratto il virus sulla Diamond Princess. Quello su cui bisogna puntare ora è il ritorno alla normalità e la ricostruzione di un’immagine del paese estremamente negativa nel mondo.

L’emergenza

Ridimensionare l’emergenza, dunque. Questa è l’opinione di molti imprenditori e molti politici con in testa Luca Zaia che ha dichiarato di sperare che lunedì si riapra tutto. Questo a meno che – ha puntualizzato-la comunità scientifica non dica che c’è un pericolo incombente. La decisione comunque sarà presa, d’intesa con il ministero, di qui alle prossime ore, e comunque entro la fine della settimana.

Per ora il provvedimento di sospensione delle attività scolastiche – così come delle attività dei musei, delle chiese e dei cinema – è valido fino all’1 marzo.

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