Coronavirus: virologi a confronto, prevale la cautela - Televenezia

È la virologa Maria Rita Gismondo, direttore responsabile del laboratorio di analisi dell’ospedale Luigi Sacco di Milano, che ha lanciato il sasso nello stagno con un post di Facebook in cui non usa mezzi termine e definisce una follia aver scambiato un’infezione appena un po’ più seria per una pandemia letale. “Il coronavirus – ha dichiarato – sta circolando, oggi fare uno screening a tappeto con tamponi significherebbe trovare migliaia di soggetti positivi”. La risposta del collega Roberto Burioni non è tardata.

“Qualcuno, da tempo, ripete una scemenza di dimensioni gigantesche: la malattia causata dal coronavirus sarebbe poco più di un’influenza. Ebbene, questo purtroppo non è vero. I numeri dicono altro”. Su MedicalFacts scrive: “In questo momento in Italia sono segnalati 132 casi confermati e 26 di questi sono in rianimazione (circa il 20%). Sono numeri che non hanno niente a che vedere con l’influenza (i casi gravi finora registrati sono circa lo 0,003% del totale). Questo ci impone di non omettere nessuno sforzo per tentare di contenere il contagio”.

Coronavirus

Sembrerebbe allineato con la Gismondi, invece, il direttore generale dell’organizzazione mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, che ha ricordato come la malattia (Covid-19) causata dal coronavirus di Wuhan non è mortale come invece abbiamo assistito per altri coronavirus, per esempio la Sars e la  Mers. “Oltre l’80% dei pazienti ha una forma moderata e guarisce. Nel 14% dei casi il virus causa malattia severa, con polmonite e respiro corto. E solo nel 2% dei casi si verifica la morte del paziente”.

Concorda sul fatto che il Coronavirus non è letale anche Wang Chen, vice presidente dell’Accademia cinese di ingegneria, in un’intervista alla China Central Television, anche se, secondo l’esperto, pur uccidendo meno del Coronavirus della Sars, è possibile che il Coronavirus di Covid 19 si trasformi in una malattia duratura. Sulla stessa linea Giorgio Palù docente ordinario all’Università di Padova e già presidente delle Società italiana ed europea di Virologia. “Questo è un virus -ha dichiarato- ma non è Ebola o Sars o altri virus terribili. ha una mortalità significativamente più bassa, perché si è adattato meglio alla struttura umana. I virus non hanno interesse ad uccidere l’ospite in cui crescono. Vedremo anche il fattore stagionalità”, conclude.

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