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Tamponi a tappeto: il piano è partito oggi da Padova

Contro il parere di molti esperti italiani è partito oggi il piano tamponi proposto dal virologo dell'università di Padova Andrea Crisanti. Una sfida possibile soltanto con l'aiuto dei laboratori, dei ricercatori e dei futuri medici tirocinanti dell'ateneo patavino. Lo ha detto Stefano Merigliano Presidente della scuola di medicina dell'Università di Padova

È partito oggi l’immane piano per effettuare tamponi a tappeto grazie alla collaborazione con L’università di Padova, perché ogni asintomatico può contagiare dieci persone.

Tamponi a tappeto

È partito da Padova, ma sarà esteso a tutta la regione e sarà attivato a cerchi concentrici. Saranno 15 le squadre che effettueranno i tamponi nelle sette provincie, con il supporto logistico del comitato regionale della croce Rossa e saranno impiegati 400 futuri medici tirocinanti, rimasti senza tutor negli ospedale a causa del massiccio impiego dei medici nei reparti destinati alle persone colpite dal Covid19. Si tratta di un’impresa che gli esperti, distribuiti in tutto il territorio italiano, definiscono impossibile con gli attuali mezzi offerti dai laboratori e dai medici esistenti. GUARDA IL SERVIZIO: Tamponi a tappeto: l’università di Padova offre i suoi laboratori

La sfida di Zaia

Una sfida che ha raccolto Luca Zaia affiancando alla croce rossa, ai medici e laboratori specializzati nell’effettuare e analizzare i tamponi, le forze dell’Università. Lo sforzo è enorme perché l’individuazione degli asintomatici è solo l’inizio, poi entra in gioco tutta la fase del controllo di chi viene posto in quarantena. In Corea del sud c’è un operatore che telefona due volte al giorno al domiciliato. GUARDA IL SERVIZIO: Coronavirus, Zaia: chiesti 200 respiratori, arrivati 50

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