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Coronavirus: nuove raccomandazioni. Domande e risposte

Esiste o no la paura nelle zona rosse? Arrivano segnali discordanti, nel veneziano ad esempio c'è chi comincia a preoccuparsi su quali sono i sintomi che devono preoccupare e ha preso d'assalto i telefoni del pronto soccorso

La paura serpeggia dopo l’istituzione delle zona rosse sembra di essere dentro un film di Hitchcock e soprattutto da sabato molti hanno preso d’assalto i numeri di emergenza per capire quali sono i sintomi del coronavirus. Per questo l’Istituto Superiore di Sanità ha fatto chiarezza spiegando che oltre a tosse e dispnea la febbre deve essere superiore ai 37.5 gradi.

Regole da seguire

Individuati i sintomi c’è un comportamento da seguire non più consigliato dai medici ma imposto da un articolo del decreto con cui il governo ha disposto la chiusura della Lombardia e di altre 14 province. Il Consiglio dei Ministri ossia impone di rimanere a casa, limitare al massimo i contatti sociali e chiamare il proprio medico di famiglia o il 112. Sarà il personale sanitario a valutare se è opportuna una visita a domicilio. Va anche chiarito che potrebbe trattarsi dell’influenza stagionale, pur essendo in fase calante la sua curva epidemica.

Coronavirus

Riguardo ciò che si può fare è facile da spiegare. Oltre ad andare al lavoro a recarsi in ospedale per visite mediche urgenti e altri impegni improrogabili si deve rimanere a casa. Nei giorni festivi e prefestivi sono chiuse le medie e grandi strutture di vendita ad eccezione di farmacie, parafarmacie e piccoli distributori di generi alimentari. Chi tiene aperto comunque deve garantire le distanze di sicurezza. Le scuole rimangono chiuse fino al 3 aprile.

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