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Coronavirus: arte e cultura. I musei civici veneziani

L'intensa vita on line dei musei civici di Venezia, tra classici e bizzarre curiosità

Se non potete venire nei musei, sono i musei a venire da voi. Con questo slogan la fondazione musei civici di venezia sta reagendo all’emergenza coronavirus e porta i suoi tesori nelle case di chiunque voglia goderne, aderendo così alla campagna nazionale #IoRestoaCasa.

Coronavirus

Almeno fino al 3 aprile i visitatori non potranno ammirare dipinti, disegni, sculture e quant’altro racchiusi nelle 11 sedi veneziane da palazzo ducale al museo del merletto di Burano, da Ca’ Rezzonico alla casa di carlo Goldoni.

E allora ecco che i musei civici stanno confezionando una serie di di godibilissime pillole dedicate a pezzi poco conosciuti, alcuni decisamente stravaganti come la chimera del museo di storia naturale, in pratica un assemblaggio di legno, peli e unghie di mammifero e varie parti di pesci, altra creatura fantastica è il basilisco, partorito dalla mente di Leone Tartaglini, imbalsamatore e ciarlatano di origini toscane che nel 500 visse a Venezia.

Dai segreti delle Wunderkammer si passa ad un soggetto molto popolare come la mumadonna della salute. Palazzo Ducale conserva la statua lignea che fino al 1870 stava in cima alla basilica di Baldassarre Longhena. Fu poi sostituita da una statua delle stesse dimensioni vale a dire oltre tre metri di altezza.

Musei Civici di Venezia

E on line c’è anche un gioco da fare il puzzle di Palazzo Fortuny, da comporre con pezzi elettronici per ottenere le immagini delle opere custodite nell’affascinante casa museo. Nel sito www.visitmuve.it si tutti i link ai musei e relativi social.

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