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Coronavirus: completati gli screening nelle case di riposo dell’Ulss4

I contagi riguardano il 4% degli ospiti e l’1,6% degli operatori. Il direttore dei servizi socio sanitari: "la proficua collaborazione con queste strutture ci ha aiutato"

 Il personale dell’Ulss 4 oggi ha completato gli screening nelle case di riposo del Veneto orientale. Su un totale di 2288 persone coinvolte sono stati eseguiti tamponi a 581 ospiti e 605 ad operatori, oltre a questi sono stati effettuati test rapidi a 1247 persone di cui 728 agli ospiti delle case di riposo. Allo stato attuale il risultato degli screening è di 54 ospiti positivi (il 4%) e 18 operatori positivi al coronavirus (1,6% del totale). Dati contenuti se si pensa alla capacità di diffusione del virus.

L’attività tuttavia non si ferma qui, perché già domani verrà ripetuto lo screening, mediante test rapidi, nelle strutture residenziali in cui erano stati riscontrati i primi pazienti positivi allo scopo di continuare il monitoraggio della situazione. Sabato verrà completato lo screening anche nelle comunità per disabili. Sul fronte decessi si registrano purtroppo 6 casi per i quali l’Azienda Ulss 4 esprime il cordoglio alle rispettive famiglie.

“Attività frutto di un lavoro e di una collaborazione intensa con le strutture del territorio, iniziata ancora a inizio febbraio concordando la chiusura delle visite ai familiari degli ospiti – spiega il direttore dei servizi socio sanitari dell’Ulss 4, Mauro Filippi – . Fu un’iniziativa assunta non senza dispiacere nella consapevolezza che il disagio sarebbe stato notevole, ma lo abbiamo fatto per tutelare la salute di pazienti e operatori; le case di riposo hanno attivato per loro modalità di contatto con computer e smartphone”

Coronavirus

“Con l’avvio dell’emergenza epidemica sul territorio – continua Filippi – si è costituito un gruppo di esperti dell’Ulss che quotidianamente è presente nelle case di riposo, supportandole nell’adozione delle strategie più adeguate per assicurare la massima sicurezza agli ospiti, definendo il fabbisogno dei dispositivi di protezione personale da utilizzarsi nei contesti di isolamento, le procedure assistenziali e organizzative da seguire, trovando nel personale delle case di riposo ampia disponibilità, motivazione e competenza che ci hanno aiutato molto nella gestione della situazione”.

Cinto Caomaggiore

Sul fronte organizzativo, nella casa di riposo di Cinto Caomaggiore è stata creata un’area totalmente dedicata ai pazienti Covid che necessitano di isolamento. Attualmente la maggior parte delle persone contagiate è accolta nella struttura Francescon di Portogruaro gestita con professionalità e competenza da parte del personale della struttura che si è organizzato per rispondere efficacemente all’emergenza coronavirus. E’ stato quindi redatto un piano di sanità pubblica secondo indicazioni della Regione che rappresenta l’opportunità di migliorare ulteriormente gli standard in termini di sicurezza e di prevenzione delle malattie trasmissibili.

Infine un ulteriore importante tassello a supporto dell’assistenza agli ospiti della case di riposo, è dato dalle nuove Unità Speciali di Continuità Assistenziale, USCA, operative da oltre una settimana in questa Ulss con l’ausilio di medici ed infermieri che, attivati dai medici di famiglia, si recano al domicilio degli anziani e nelle case di riposo stesse per valutare le condizioni di salute dei pazienti Covid-positivi.

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